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Diritto d’autore contro utenti Internet

aiip censura siae

Scritto da Giulio Boresa

L’ultima idea l’ha avuta Siae: ha chiesto una legge per tassare i provider Adsl. Ma s’iscrive in una lunga catena di recenti polemiche e prese di posizione contrapposte

Corrono brutti momenti, in Italia, per i provider e, di riflesso, gli utenti Internet. L’ultima novità: Siae ha chiesto una legge per ottenere “un contributo in percentuale da versare alla Siae da parte di tutti quei provider che forniscono a pagamento la linea Adsl veloce”.

Sarebbe l’estensione di quel già contestatissimo “equo compenso” che Siae ottiene dai produttori di cd e lettori mp3. È pensato a rimborso dovuto a causa di coloro che si prevede utilizzeranno quegli strumenti per ledere il diritto d’autore. L’accusa di Siae è che lo stesso varrebbe per le connessioni Adsl, usate da molti per scaricare opere protette. Secondo Siae è “profondamente ingiusto che i gestori di tali linee, che da questa attività commerciale traggono enormi vantaggi economici, non siano tenuti per legge a versare, a puro titolo di risarcimento, una parte dei loro proventi agli autori per i diritti evasi”. È ovvio che, se ci sarà “equo compenso” in capo ai provider, saliranno i costi delle connessioni Adsl, come già accaduto per i prezzi di cd e lettori mp3.

I signori del diritto d’autore potrebbero però dare la stoccata finale in un altro modo: grazie a una legge che in questi giorni il governo sta meditando di emanare, nell’ambito del Comitato istituito contro la pirateria. Obbligherebbe i provider a disconnettere gli utenti colti a fare peer to peer pirata. È ancora tutto da vedere se il governo si deciderà in tal senso, ma già c’è stata un’alzata di scudi di vari soggetti contro questa ipotesi. Altroconsumo, adiconsum, Assoprovider, Aiip, Assodigitale, Iab, Confindustria servizi innovativi, l’istituto per le politiche dell’innovazione e altri hanno mandato una lettera al governo, a riguardo.
In sintesi, si legge:

“In tale contesto, desta preoccupazione la circostanza che nell’istituire il citato Comitato tecnico si sia ritenuto di non coinvolgere sin dall’inizio ed in modo strutturato e permanente i rappresentanti delle numerose categorie interessate”. “Analoghe perplessità solleva l’idea – se non addirittura l’auspicio – di orientare l’attività del Comitato alla produzione di disegni di legge volti al recepimento nel nostro Paese della soluzione francese della lotta alla pirateria audiovisiva (togliere l’accesso a Internet ai sospettati di pirateria peer to peer, Ndr.). È la cosiddetta “dottrina Sarkozy”.

“Tale soluzione – peraltro di recente ritenuta dall’Europarlamento non conforme ai principi cui si ispira l’ordinamento comunitario - infatti, non appare fondata su un adeguato bilanciamento dei contrapposti interessi e sembra porre la tutela dei diritti d’autore su di un piano sovra-ordinato rispetto ad altri diritti e libertà fondamentali del cittadino quali quello alla privacy ed all’accesso all’informazione”

I provider difendono i principi fondanti di Internet da vari attacchi, in questi giorni. Hanno infatti anche appena depositato presso il tribunale del riesame di Milano la richiesta di annullamento di un provvedimento (del Gip di Milano) che li obbliga a oscurare due siti esteri per l’acquisto di sigarette. Un po’ come avvenuto con Pirate Bay.

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