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Google-Yahoo!, una minaccia per la privacy
A sostenerlo è Public Interest Research Group, associazione non-profit americana che si batte per i diritti dei consumatori
Più passano le settimane più la questione Google-Yahoo! si complica. L’America intera pare voler dire la propria sull’alleanza per il display advertising e ogni volta che si affronta l’argomento emergono nuovi particolari e inquietudini.
L’Antitrust e il Congresso hanno contestato la legittimità di un’operazione che fa presagire un monopolio di fatto, con Google e Yahoo! a dividersi la totalità del mercato nazionale e precludere l’ingresso di potenziali concorrenti. Ana (Association of National Advertisers), sigla che riunisce i principali quotidiani americani, più volte ha espresso i suoi timori di un aumento dei prezzi della pubblicità e ha chiesto maggiori controlli su un sistema, quello “made in Google”, giudicato discriminatorio nei confronti dei piccoli inserzionisti.
E ieri, ad allargare ulteriormente la questione, è arrivata una lettera di Public Interest Research Group alla Procura Generale degli Stati Uniti. L’associazione di consumatori – le cui origini si devono all’attivista e politico Ralph Nader – sostiene che la seconda vittima di questo accordo, dopo la libera concorrenza, sarà la privacy degli utenti.
Il perchè è semplice, stando alla visione di Public Interest Research Group. Competere con Google e Yahoo! sarà impossibile, perché gli altri player non hanno le dimensioni adatte, lo stesso numero di utenti e gli strumenti per farlo, almeno allo stesso livello. Ecco quindi che agenzie e centri media, battuti in partenza anche sul fronte dei prezzi, potrebbero decidere di percorrere l’unica strada rimasta: una migliore targetizzazione, brutto neologismo per indicare la classificazione degli utenti in base a parametri come l’età, il genere, la posizione geografica, le abitudini di consumo e le attività svolte sul web. Una pratica che già oggi viene effettuata a fini commerciali (ma secondo limiti e norme ben precise) e costituisce uno dei grandi vantaggi di Internet rispetto ai mass media non interattivi.
Ovvio pensare che – se costretta dalle esigenze del mercato – la concorrenza si muoverà sviluppando tecniche di monitoraggio molto più invasive delle attuali, a tutto danno dei diritti di consumatori. Lo scenario futuro, secondo il ragionamento di Public Interest Research Group, non riserverà nulla di buono: da una parte il dominio totale di Google e Yahoo!, dall’altra una pletora di piccole realtà che cercano di ricavarsi la loro nicchia di mercato promettendo target sempre più precisi. E se questo vuol dire intrufolarsi nelle nostre vite online, carpendo dati e informazioni sensibili e girandoli alle aziende che ci vogliono vendere qualcosa, pazienza.





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