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Obama o McCain? Il risultato è online
Negli States i principali network si preparano a seguire in diretta il voto del 4 novembre. Ancora una volta la Rete ha un ruolo fondamentale nel garantire informazioni e partecipazione
Alla fine conta chi vince. Così il rischio è che, tra qualche anno, delle Elezioni Presidenziali 2008 ci ricorderemo pochi, significativi flash: i volti dei due contendenti all’indomani del voto, la vice Sarah Palin, il passato di reduce di McCain, gli ingombranti parenti di Barack Obama.
Però, se è vero che l’importante è partecipare, alla vigilia del voto gli Stati Uniti hanno già dimostrato di essere un interessante laboratorio politico e di comunicazione pubblica, all’interno del quale l’ecosistema 2.0 gioca tuttora un ruolo fondamentale.
A provarlo è, in queste ultime ore prima del voto, la frenesia con cui il web statunitense si sta attrezzando per raccontare la fase finale della sfida. Il New York Times segnala che Yahoo! News ha addirittura potenziato i suoi server per far fronte all’atteso boom di collegamenti. Nelle ultime settimane il sito ha infatti più volte faticato per gestire gli oltre 38 milioni di visitatori unici che hanno seguito una campagna elettorale alimentatasi – come tradizione vuole – a colpi di sondaggi, proiezioni, dichiarazioni di sostegno e proclami dell’ultimo minuto.
Oltre all’infrastruttura, Yahoo! News ha riservato particolare attenzione ai contenuti, visto che la sera del 4 novembre ritrasmetterà in simultanea tutti i contenuti video di Abc News Now, divisione digitale dell’omonimo gruppo televisivo, impegnata a coprire l’evento con uno speciale di quattro ore.
Google, dal canto suo, non è rimasta certo a guardare. Poche ore dopo aver letto sul New York Times dell’iniziativa e dei buoni risultati di Yahoo! ha approfittato per ricordare a tutti i propri servizi di “Election Info“. L’elenco è molto vasto e comprende, tra le altre cose, il portale 2008 Election Site, un canale YouTube dedicato, un apposito servizio Maps e InQuotes, strumento che in questi mesi (anche se con diversi black out, specie riguardanti il motore di ricerca interno) ha raccolto frasi e dichiarazioni dei due contendenti.
Nel frattempo, Usa Today ha assoldato due blogger per seguire sia il duello Obama-McCain che tutte le votazioni a livello di singolo Stato. Una scelta simile a quella operata da Cnn, che punterà molto sull’online grazie al proprio sito proponendo, oltre a news e approfondimenti, una serie di mappe interattive che consentiranno di confrontare tutti i numeri della gara per la Presidenza, ma anche le nomine al Congresso o a Governatore, fornendo al lettore la possibilità di costruirsi il proprio arsenale di notizie.
Un’altra fonte di aggiornamenti in tempo reale sarà il sito web del Segretario di Stato della California che verrà aggiornato ogni dieci minuti con informazioni e cifre divise per appartenenza geografica.
Ma la mobilitazione sul web dei vari network non nasce oggi, e comunque non serve solo a gestire la sbornia di informazioni, cifre, affermazioni, smentite, polemiche, contestazioni e analisi che seguiranno il voto di martedì. È l’intera campagna elettorale ad aver scoperto la potenza del 2.0, un ambiente che ormai va ben oltre il dominio del personal computer. Dalla virtualità di sms, profili su Facebook, applicazioni per iPhone, blog, portali collaborativi, in-game advertising la partecipazione politica è diventata reale, dato molto importante specie per un Paese come gli Stati Uniti, da sempre caratterizzati da un certo distacco verso i propri governanti.
Sicuramente tutto ciò – e comunque sarebbe già molto – non basta per dire che grazie a Internet si vince. Restano però dei segnali ben precisi, come la rinnovata voglia di informarsi e partecipare (seppure online) al dibattito collettivo sul futuro di una nazione. Tutti elementi di cui bisognerà, e presto, tener conto.





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