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Obama vince. Anche sul fronte-spam
Era ampiamente prevedibile che l’elezione di Barack Obama alla Casa Bianca portasse a un’ondata di mail spazzatura a causa dell’eccezionale portata mediatica dell’evento. E infatti, così è stato
Barack Obama ha vinto: il neoeletto (quarantaquattresimo della storia) Presidente degli Stati Uniti d’America ha battuto l’antagonista repubblicano McCain cavalcando l’onda del cambiamento. A poche ore dal suo insediamento alla Casa Bianca, c’è già qualcosa che non è cambiato: l’attenzione degli spammer verso un evento di portata mediatica così elevata.
Al discorso di insediamento di Obama è seguito infatti, a stretto giro di posta (ovviamente elettronica), un fiume di mail spazzatura, parte di un tentativo di frode basato sul solito cavallo di Troia e su Google AdWords. Nello schema di attacco non ci sono grandi novità: i messaggi non desiderati arrivano camuffando il mittente - spesso è Bbc o Cnn - e contengono un sedicente video celebrativo dell’evento, per vedere il quale è richiesto un aggiornamento di Adobe Flash Player.
A questo punto, si è in pieno déja-vu: l’eseguibile proposto installa, come sottolinea l’analisi di F-Secure, un cavallo di Troia. Una volta installato, il malware, che si avvale dell’azione congiunta di un rootkit, tiene traccia delle password relative a un buon numero di siti Web dedicati all’Internet banking e di varie informazioni sensibili, inviandole a un server ucraino.
Se lo schema d’attacco appare poco raffinato e, anzi, prevedibile, la forza d’urto si è rivelata non indifferente: pare che i messaggi non desiderati abbiano superato quota dieci milioni. Gli spammer non si sono dimenticati neanche degli Sponsored Links acquistati dallo staff presidenziale su Google: ieri, ricerche in lingua inglese con keyword specifiche hanno portato per alcune ore a siti Web maligni. Si è però trattato di un episodio rientrato in poche ore: Big G ha infatti provveduto a un immediato repulisti.





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