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uberVU, conversazione on line all’ennesima potenza
A Londra stanno lavorando a un nuovo strumento in grado di riunire in un’unica piattaforma blog, commenti, trackback, Twitter, FriendFeed e siti web. Un super-aggregatore di flussi di informazione che potrebbe (in futuro) tornare utile alle aziende
L’obiettivo è sempre lo stesso. Aggregare discussioni, navigare il mare magnum della conversazione on line, ridurre il rumore di fondo, separare i dibattiti più produttivi e interessanti dal chiacchiericcio inutile e autoreferenziale. Si tratta di un campo di applicazione su cui si concentra gran parte degli sforzi delle start-up 2.0 che, dopo l’avvento di servizi come FriendFeed, credevano di aver dato finalmente un verso ai media sociali riducendo di molto il cosiddetto information overload.
Eppure, nonostante il popolare aggregatore di lifestreaming abbia contribuito non poco a razionalizzare i flussi di informazione (e proprio in questo particolare risiede gran parte del suo successo), molto rimane ancora da fare. Siamo ben lontani dalla perfezione, nel web come altrove, e l’ecosistema 2.0 fatica anche solo a trovare un suo equilibrio: il debutto di nuovi strumenti messi a disposizione dei cittadini della Rete è ben lontano dall’esaurire il pressante bisogno di armonizzare le singole fonti.
Un nuovo tentativo in questa direzione viene da uberVU, start-up londinese che ha già avuto modo di farsi notare all’ultima edizione di Seedcamp – meeting delle microimprese 2.0 – aggiudicandosi uno dei cinque premi in palio da 50 mila euro. Sebbene il terreno di caccia sia sempre quello di FriendFeed e soci, il nuovo servizio proposto da uberVU promette altre prede ben più interessanti. Si tratta di una piattaforma, per il momento ancora in fase embrionale, pensata per tracciare discussioni, commenti, micro-pensieri espressi via Twitter, trackback degli articoli di un blog, feed RSS e informazioni provenienti da siti web. In più può agire come aggregatore di secondo livello (o meta-aggregatore, per chi ama il brivido dei neologismi), riunendo gli stessi flussi di FriendFeed come se fossero una qualsiasi fonte.
uberVU nasce dal bisogno di evitare, al contrario di quanto accade oggi, di perdere per strada una discussione interessante solo perché quest’ultima si sfalda in mille rivoli e canali. Lo abbiamo sperimentato tutti il fastidio di seguire un dibattito che, a un certo punto, si interrompe bruscamente. Può sembrare un tecnicismo, ma è un problema serio che finisce col compromettere seriamente la nostra capacità di capire cosa viene detto on line. E quindi di partecipare a nostra volta, che è il sale del web 2.0.
Da quel poco che si riesce a evincere dal sito ufficiale, uberVU pare rinunciare alla classica visualizzazione di una timeline (scelta invece da Plurk e altri) e organizza le informazioni su base gerarchica, associando a ogni discussione le reazioni e indicando in una “nuvola di tag” le parole più utilizzate.
Alla nuova piattaforma per il momento ci si può iscrivere solo su invito. Le poche informazioni presenti in Rete non autorizzano pronostici, anche perché l’ambito di applicazione è molto instabile e soggetto alle mode del momento. Tuttavia è probabile che uberVU possa ritagliarsi un ruolo da protagonista in ambito aziendale, dove è sempre più importante monitorare le conversazioni on line su marchi e prodotti e, allo stesso tempo, relazionarsi in modo nuovo con i consumatori.





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