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Digg banna decine di utenti per commenti sessisti

commenti digg donne web 2.0

Scritto da Barbara Ripepi

Sulla segnalazione di una lista di donne più influenti del web 2.0 gli utenti scatenano flame, e la community interviene

Alcuni giorni fa Fast Company ha pubblicato un articolo intitolato “Most Influential Women in Web 2.0“, nel quale vengono elencati i profili delle donne che si sono conquistate un ruolo chiave nell’ecosistema del cosidetto web 2.0.

Nel pezzo, per citarne alcune, troviamo Leah Culver di Pownce, Rashmi Sinha di Slideshare, Marissa Mayer di Google, Caterina Fake di Flickr, Gina Bianchini di Ning.

Il pezzo è stato segnalato su Digg, ma con esito inaspettato: tra le migliaia di commenti pubblicati infatti hanno fatto la loro comparsa una massiccia serie di insulti nei confronti delle donne comparse nell’articolo.

I commenti negativi non vertevano in senso stretto sulla scelta delle persone, ma si concentravano sull’insulto volgare e sessita, che non portava ad alcun tipo di conversazione reale.

Il team di Digg è intervenuto bannando per violazione dei termini del servizio una trentina di utenti molesti, come raccontato da Fast Company in un pezzo di approfondimento scritto in seguito agli eventi in collaborazione con Digg. Nell’articolo Beth Murphy - Direttrice del Marketing e della Comunicazione di Digg - racconta le politiche del sito e la moderazione della community.

Saabira Chaudhuri
di Fast Company pubblica anche una riflessione sull’accaduto, che espande il discorso alle maggiori difficoltà riscontrate dalle donne nell’ottenere finanziamenti per i propri progetti in ambito tech e alla mancanza di visibilità rispetto ai colleghi di sesso maschile.

Come dire: una lista delle migliori menti del Web 2.0 è riuscita a scatenare il lato peggiore dell’utente (anonimo).

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