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Google sempre più vicino ai media sociali

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Scritto da Piero Babudro

Gli utenti registrati potranno condividere foto caricate su Picasa o Flickr. Parte dai nuovi profili la rincorsa di Big G a Facebook e FriendFeed

 

Anche Google sembra non resistere al fascino del 2.0. A suggerircelo sono tanti piccoli particolari che, messi assieme, ricostruiscono un complesso cammino verso la piena condivisione di contenuti tra utenti.

Due settimane fa ha introdotto un nuovo servizio che indicizza i profili pubblici e consente di effettuare ricerche al loro interno permettendoci, ad esempio, di restringere il campo a una data area geografica oppure di inserire il nome di un’azienda per trovare chi ci lavora o ci ha lavorato. 

Non che la ricerca dei profili faccia impazzire, anzi. Le prestazioni non sono eccezionali, ma di certo rappresenta un primo, importante passo verso la costruzione di una community online, di cui anche i Google Groups possono costituire uno degli embrioni.

Oggi però l’azienda di Mountain View è tornata alla carica, dando dimostrazione di non volersi fermare. È bastato un breve passaparola su Twitter (tanto per dire quali posso essere gli utilizzi inaspettati del micro-messaging) per far circolare la notizia che Google sta costruendo, mattone dopo mattone, la sua rete sociale. Sì perché gli utenti si sono accorti, quasi per caso, che è possibile importare nel proprio profilo le foto caricate su Picasa Web Album, sito di condivisione foto offerto dalla stessa Google, ma anche su portali esterni come Flickr

Ogni profilo pubblico diventa così un contenitore che riunisce gli Rss di siti e blog, il micro-messaging di Twitter o Jaiku, il social bookmarking di Google Reader, i video di YouTube e le mappe. A questo si aggiungano poi le nuove funzioni di videochat implementate su Gmail o la trentina scarsa di servizi on line proposti dal sito principale ed ecco confezionato il salto quantico verso social networking e digital lifestreaming.  

A ben vedere, il percorso evolutivo che si sta profilando è diverso rispetto a quello seguito negli ultimi anni dai social media. Il 2.0 ha visto dapprima un proliferare di piattaforme differenti, con la conseguente necessità di associarle all’interno di un unico contenitore. Qui il contenitore c’era già – il motore di ricerca – ed è bastato dare un verso alle decine di prodotti sfornati dai Google Labs.

Ma la rincorsa a FriendFeed non riguarda solo la Grande G. Nei giorni scorsi la presentazione della nuova suite Windows Live – ormai un aggregatore di user generated content –  ha fatto capire che anche Microsoft vuole recuperare (e in fretta) il terreno perduto su questo fronte. Sulla stessa scia si muove Yahoo!, sempre più impegnata a realizzare – anche grazie al nuovo profilo personale - una piattaforma open che consenta agli utenti di gestire attività, contatti, informazioni personali e condivisione di contenuti.

 

 

Commenti   (Inserisci un commento)

Non sono daccordo sul concetto "rincorsa di FriendFeed". Microsoft ha semplicemente dovuto adeguarsi al web partecipativo - ed era anche ora, ma non credo che il suo riferimento sia FF, così come non credo che lo sia per Google. Casomai il modello può essere più un Facebook. In più, sottolineerei il fatto che Google non mostri di avere paura di appoggiare la "concorrenza": Flickr è di Yahoo, ed è innegabile che non possa neanche essere paragonato a Picasa; Jaiku è di Google, ed ha minore successo rispetto a Twitter. Che ne pensi?

Ciao Barbara! A farmi pensare a FriendFeed è soprattutto il fatto che la nuova suite Windows Live riunisce i contenuti in ordine cronologico inverso (dal più recente al più vecchio) replicando di fatto quanto fatto dagli aggregatori lifestream. Un ambito in cui FF ha fatto indubbiamente scuola, candidandosi a termine di paragone con molto di quello che verrà lanciato in futuro.
L’approccio di Google è leggermente diverso: al momento sta arricchendo i profili degli utenti di nuove funzionalità (ok, un modello più vicino a Facebook) ma se vuole fare la differenza deve poter dare all’utente qualcosa di più, ossia la capacità di organizzare i contenuti postati o di interagire con gli altri utenti. Quindi, a meno che non si inventino qualcosa di diverso (e non è poca la mia curiosità), dovranno muoversi in direzione di FriendFeed o simili.
Quanto alla concorrenza, tutti aprono all’aggregazione di contenuti terzi: è un modo per trattenere gli utenti in un ecosistema di loro proprietà, riconoscendo l’innegabile successo di strumenti come Twitter o Flickr. Ma anche per evitare di ridurre e disperdere un enorme potenziale economico (penso all’advertising, ma non solo) e consegnarlo in mano a piattaforme come Facebook o MySpace.
È uno scenario ancora tutto in via di definizione, la tua obiezione (peraltro giustissima) lo conferma. Facebook, MySpace (e in seconda battuta FriendFeed, almeno secondo me) sono dei modelli di riferimento: ora tutto sta a vedere cosa verrà mutuato dall’uno o dall’altro. Scegliere se privilegiare i contenuti o la relazione pura apre a modelli di business e di rapporto con la propria utenza molto diversi. Ciao, Pb.

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