Connessioni / Next / Search / Sicurezza / Social
Wikipedia e i rischi della censura facile
In Gran Bretagna è stato bloccato l’acceso alla voce “Virgin Killer” (titolo di un album degli Scorpions) per la presenza di un’immagine classificata come “pornografia infantile”. Anche Amazon ora nel mirino?
E’ polemica in Gran Bretagna dopo la decisione dell’Internet Watch Foundation (ente no-profit che gestisce una elenco di contenuti illegali online, molto attivo sul fronte della lotta alla pedopornografia) di inserire nella propria black-list la voce “Virgin Killer” di Wikipedia per la presenza dell’immagine di copertina che ritrae una minorenne nuda. Tutti i maggiori internet service provider utilizzano la blacklist dell’IWF per filtrare contenuti potenzialmente pericolosi: e così gran parte degli utenti inglesi (circa il 95%) ora non possono più accedere alla voce di Wikipedia.
Quanto è bastato per far alzare un coro di proteste. Perché bloccare l’accesso ad una voce intera di Wikipedia (che di pedopornografico ha davvero ben poco, visto che si tratta di un argomento musicale), invece di chiedere la rimozione della singola immagine incriminata? Davvero la copertina di un album del 1984 (già entrato nella storia del rock, anche per le polemiche che scatenò all’epoca) può essere considerata “pedo-pornografica”? Di questo passo dove va a finire la libertà di espressione online?
“Bloccare l’accesso al testo è una cosa del tutto nuova. E’ la prima volta che viene fatto su un sito così popolare”, ha dichiarato ad AP un volontario di Wikipedia.
Anche Wikimedia Foundation si è subito difesa: “L’immagine contenuta nell’articolo non è considerata illegale in nessuna giurisdizione del mondo. E’ bene sottolineare che è attualmente presente su Amazon e su centinaia di siti accessibili al pubblico inglese”.
Come sottolinea The Guardian, la stessa Amazon potrebbe finire nel mirino dell’IWF: la pagina del noto store online su “Virgin Killer” è stata già segnalata; nella versione inglese dello store l’immagine non è più disponibile, mentre in quello Usa è ancora online. A quanto pare, però, la IWF starebbe considerando di tornare sui propri passi e bloccare solo l’accesso all’immagine e non al testo delle pagine. Ammesso che questa strategia abbia un senso: l’immagine è presente su migliaia di pagine pubblicamente accessibili; a cosa servirebbe bloccarla solo su due siti?





Ancora nessun commento.