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Su YouTube arriva un nuovo “Centro abusi e sicurezza”

bullismo video youtube

Scritto da Guglielmo Rubini

Il portale di video-sharing intensifica gli strumenti a disposizione della community per difendersi da eventuali abusi o violenze. La linea è sempre la stessa: il controllo dall’alto non può funzionare, gli utenti vanno responsabilizzati e spinti ad auto-difendersi

Se la piattaforma di pubblicazione è disintermediata, un controllo efficace dovrà essere per forza di cose distribuito e dal basso. YouTube ribadisce la propria posizione in materia di moderazione dei contenuti. E così come ha fatto in occasione di molte dispute giudiziarie (a cominciare da quelle sul copyright), passa la “patata bollente” alla comunità stessa, che è ora invitata ad auto-responsabilizzarsi maggiormente.

E’ questa la finalità del nuovo spazio inaugurato all’interno del portale, “Abuse and Safety Center“, in cui gli utenti sono invitati a denunciare gli eventuali episodi di abusi: dalle violazioni delle norme della community (tra cui anche quelle più restrittive varate di recente per i contenuti forti), al cyberbullismo, passando per i contenuti che istigano all’odio, gli abusi sessuali su minori, gli annunci di suicidio o la più banale (ma spesso tragica per molti adolescenti) “personificazione“, ovvero quando un utente “clona” il profilo di un altro membro e utilizza le sue generalità.

Sono state implementate anche nuove funzionalità per gestire i commenti e scoprire se un utente posta ripetutamente commenti offensivi sul proprio canale, così come spiegato nel video alla fine dell’articolo.

Accanto ai nuovi strumenti di segnalazione, ci sono anche indicazioni più precise sulle associazioni a cui rivolgersi per eventuali dubbi o per trovare un supporto psicologico adeguato. Per ora sono tutte statunitensi (Anti-Defamation League, National Center for Missing and Exploited Children, the National Crime Prevention Council), ma è facile supporre che simili indicazioni saranno presto localizzate anche in altri paesi.

Anche perché, a dispetto delle norme della community e del divieto “ufficiale” di accesso ai minori di 13 anni (di fatto del tutto inefficace), su YouTube continuano ad imperversare i casi di abusi, soprattutto (ma non solo) tra ragazzi in età scolare. In questo modo Google si dota di un altro strumento di difesa (“la community ha gli strumenti per auto-proteggersi”) da esibire durante i procedimenti giudiziari. Un processo relativo ad un caso di bullismo contro un bambino down si celebrerà presto proprio in Italia.

 

 

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