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Privacy, Yahoo! conserverà i dati personali per 3 mesi

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Scritto da Guglielmo Rubini

Yahoo logo

Si intensifica la battaglia tra i motori di ricerca per abbassare i limiti della “data retention”. Dopo Google (che di recente è scesa a 6 mesi), ora Sunnyvale fissa un nuovo standard globale di 90 giorni

Tre mesi. Dopo di che tutti i dati conservati saranno resi anonimi (e cioè non saranno più associati al nostro indirizzo Ip). Non solo i log con la cronologia delle nostre query sul motore di ricerca, ma anche altri dati sensibili, come le pagine visitate e le pubblicità cliccate.
Yahoo! annuncia di aver fissato un nuovo standard globale in quanto a data retention, consapevole che “in un mondo di servizi personalizzati, un uso responsabile dei dati è necessario per costruire un rapporto di fiducia con gli utenti”, come ha spiegato Anne Toth, responsabile delle privacy a Yahoo!

Cosa significa? Per l’utente non cambierà molto, almeno ad un livello “esplicito”. Potrà continuare ad usufruire dei servizi di Sunnyvale così come ha fatto ora, anche nelle sue varianti più personalizzate. I cambiamenti ci saranno invece ad un livello più “implicito” e profondo. E cioè, i riferimenti personali scompariranno dai tabulati che conservano informazioni preziose sui nostri comportamenti online (e che fino a pochi mesi fa Yahoo! conservava per 13 mesi).
Un passo importante per il colosso di Sunnyvale, che proprio nei giorni scorsi è stato indicato come il motore di ricerca di cui si fidano di più gli utenti, in una classifica dei marchi considerati più attenti alla privacy.

Anche Google e Microsoft faranno lo stesso? E’ facile supporre che i due concorrenti si vedranno presto costretti ad adottare una politica simile, così come da anni chiede l’Unione Europea (meno di sei mesi) e, più di recente, anche alcune voci del Congresso statunitense. Lo scorso settembre Google ha abbassato il periodo di data retention a 9 mesi (dimezzandolo rispetto ai precedenti 18). E lo stesso dovrebbe fare Microsoft a breve. Il motore più “avanti” in questo senso è Ask.com, che con la funzionalità “Eraser” anonimizza all’istante ogni informazione personale.

E’ davvero una svolta per la privacy? Parlare di “svolta” forse è un po’ troppo. Tre mesi sono sufficienti per svolgere molte operazioni di targeting degli utenti. Dopo di che, l’utilizzo in modalità anonima permetterà comunque di disporre di dati di cui vanno ghiotte le agenzie di marketing. Le associazioni per la difesa della privacy ora chiedono che ci sia maggiore trasparenza anche su questi utilizzi. Il che avviene raramente e solo dopo molte pressioni.

Ci sono eccezioni? Unica deroga alla policy dei 3 mesi è nel caso di frodi o azioni legali: i dati potranno essere conservati fino a 6 mesi. Un limite comunque basso rispetto ai precedenti 13 mesi che, almeno in parte, dovrebbe mettere al riparo Yahoo! dalle richieste dei governi che vogliono risalire all’identità di blogger che combattono per la libertà di espressione.

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