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YouTube? Sempre più redditizio per Universal
Si parla di decine di milioni di euro di guadagno in casa Universal Music Group grazie a Youtube. Per la gioia di entrambi e per quella del futuro del mercato
YouTube si sta rivelando come una determinante e inarrestabile fonte di reddito.
Questa è la conclusione alla quale si arriva leggendo un interessante articolo di CNET nel quale si prende in esame il caso di Universal Music Group.
Grazie all’accordo con YouTube, la major sta portando in cassa decine di milioni di dollari, mentre fonti vicine al mercato musicale ipotizzano una cifra vicina ai 100 milioni di dollari in un anno per quanto concerne il mercato dello streaming video di Universal. Universal sfrutta canali come MySpace, iMeem e MTV per lo streaming video, ma la fonte più redditizia è rappresentata da YouTube, con una crescita annuale di profitto dell‘80% grazie al revenue sharing.
YouTube in questo momento risulta articolarmente appetibile: oltre alla popolarità, il sito gode di una concentrazione di sforzi atta a migliorare l’esperienza video e ad una monetizzazione del servizio non troppo invasiva. Si pensi a tutte le novità introdotte in questo periodo, una tra tutte l’ampliamento del player che permette di visualizzare video il 16:9 (strizzando l’occhio all’ambito cinema). Sono evidenti anche gli sforzi fatti per cercare di creare un modello di business che non allontani il pubblico a causa di messaggi pubblicitari e inserzioni soffoca-contenuto. D’altra parte YouTube garantisce e rassicura le major discografiche e cinematografiche con un sistema di filtraggio che permette di identificare - e dunque rimuovere - contenuti coperti da diritto d’autore caricati illegalmente dagli utenti.
L’ambito musicale su YouTube è sempre stato florido, è storicamente uno degli ambiti più popolari all’interno del sito. Tra i dieci canali più popolari, sette appartengono all’ambito musicale. Tra questi si trovano i canali di Warner, Soulja Boy e Hollywood Records, ma quelli di maggiore successo sono Universal e Sony BMG.
YouTube guarda dunque al contenuto premium come a un mercato redditizio sul quale lavorare per la monetizzazione del servizio.
Per chi se lo stesse domandando, i canali di YouTube non rapresentano per le major solo un veicolo promozionale: gli introiti pubblicitari generati dai canali vengono suddivisi tra le due realtà (revenue sharing). YouTube dunque rappesenta una vera e propria attività commerciale per le major del disco, e non solo una vetrina nella quale esporre artisti e produzioni. La stessa regola vale per l’ambito cinematografico e televisivo.





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