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Google: “Gmail? Molto meglio su Chrome!”

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Scritto da Guido Sintoni

Google Chrome Logo

Una nuova mossa di Google per favorire l’adozione del proprio browser Web: stavolta tocca gli utenti di Internet Explorer 6 e viene veicolata da Gmail. A riprova che Big G crede fermamente in Chrome

Usate ancora Internet Explorer 6 per navigare e avete un account Gmail? Benissimo, non vi meravigliate se - una volta caricata la pagina del servizio di posta di Google - vi viene suggerito di “ricevere un Gmail più veloce”: il messaggio nella barra dei menu non allude a modifiche di fondo, ma è un suggerimento neanche tanto velato di mettere in pensione Explorer a favore di concorrenti quali Chrome e Firefox 3 che, come recita il link al messaggio stesso, “sono due volte più veloci” nell’eseguire Gmail.

Sta ovviamente all’utente seguire o meno il suggerimento. Che racchiude, forte e chiaro, un messaggio di fondo: Big G non vuole ritagliare nel comparto dei browser un ruolo da comparsa per la propria creatura, ma vuole primeggiare. Come avviene, d’altronde, in svariati ambiti del Web.

Che Google stia spingendo sull’acceleratore è cosa assodata da più di un decennio, diciamo da quando Sergej Brin e Larry Page decisero di dedicarsi in quel di Stanford ad
un progetto chiamato BackRub, che si occupava di analizzare i vari link legati a un sito Web - nello specifico, i back link, i collegamenti di ritorno - fornendone una mappatura e stimandone l’importanza. Correva l’anno 1995 e, da allora, la crescita di Big G non ha subito pressoché alcuna battuta d’arresto.

A dire il vero qualche buco nell’acqua l’ha fatto anche Google, e in molti hanno pensato che Chrome, il primo browser Web di Mountain View - insomma, diciamo il secondo, visto che nella cittadina californiana ha sede anche Mozilla Foundation - potesse fare questa infausta fine dopo il debutto a sorpresa, qualche mese di torpore e il rilancio in grande stile con l’uscita della prima versione stabile.

Big G sembra credere molto in Chrome, tanto da sollevare più di un dubbio sulla durata del finora felice matrimonio con Firefox e i browser di casa Mozilla: niente di personale, è una questione di business e di spazi vitali da conquistare. Ovvero, di quote di mercato: non è solo Firefox nel mirino, ma anche - e forse soprattutto - il golem di Microsoft, Internet Explorer (che, giova ricordarlo, è pur sempre usato dai quasi tre quarti degli internauti del mondo).

Quali sono le frecce nell’arco di Google? Semplice: quelle, a sfondo bianco e a grafica minimale, che connotano in maniera univoca i propri servizi. Ma all’insegna di quel “Don’t be evil” che è il motto di Google stessa, e che si traduce in un consiglio deciso ma non aggressivo ad oltranza: fino a settimana scorsa, il suggerimento compariva anche agli utenti di Internet Explorer 7. Poi, la scomparsa repentina: un po’ per “non essere (troppo) cattivi” e un po’ perché, almeno inizialmente, è più facile erodere il 21% di quota di mercato ancora detenuta da Explorer 6 che il 48% del suo successore. Questione di numeri, di obsolescenza del software e di codice comportamentale, in rigoroso ordine sparso.

Anche perché la scalata può avvenire su più fronti: Firefox, per dirne una, non è più il browser di default del Google Pack messo a punto per i mercati anglosassoni. E non ci vogliono specifiche doti di chiaroveggenza per indovinare quale sia il browser offerto in alternativa da Big G.

Commenti   (Inserisci un commento)

se i miglioramenti ci sono ben venga io personalmente vorrei spazio nelle news
per dare informazioni tecnologiche sul antinqunamento ma purtroppo..( pazienza ) comunque AUGURI

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