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Il Prado in alta risoluzione su Google Earth
14 opere del museo madrileno navigabili nei minimi dettagli sul servizio di Mountain View. Spettacolare, ma la visione dal vivo resta un’altra cosa…
La notizia è rimbalzata da una parte all’altra del web con l’aspettativa che solo Google riesce a generare. Il Museo del Prado sbarca su Google Earth e Maps (e sin qui niente di strano, già ci erano arrivati in tanti), per esporre 14 capolavori della sua collezione in altissima risoluzione.
Da Las Meninas di Velàsquez al Cardinale di Raffaello, l’Immacolata Concezione di Giambattista Tiepolo o l’Autoritratto di Durer. Ma la vera novità è piuttosto un’altra: la possibilità di navigare all’interno delle opere fino a poterle visualizzare nei dettagli più piccoli.
Questo perché le foto sono riprodotte ad una risoluzione di 14 Gigapixel. E cioè 1400 volte più definite rispetto ad una normale foto digitale scattata con una macchina da 10 megapixel. Per ottenere questo risultato il Prado e Google si sono avvalsi di una società madrilena (Mad Pixel) che ha scattato 8200 immagini in totale, per un periodo di tre mesi.
Un’operazione simile era stata già promossa in Italia dalla Rai con il progetto delle Mostre Impossibili di Caravaggio e Raffaello (senza però il sostegno di Google).
Le opere del Prado sono già visualizzabili su Google Earth (selezionare la voce “Edifici 3D” dal menù a sinistra e digitare “Prado” nel motore di ricerca per accedere direttamente), mentre su Google Maps saranno rilasciate una al giorno a partire da oggi. Su Earth ci sono anche modelli in 3D che permettono di simulare la visita al museo e spostarsi da un’opera all’altra.
Un po’ tutti si sono affrettati a dire: “Da oggi non è più necessario recarsi a Madrid per godere delle spettacolari opere maestre esposte al Museo del Prado”. Ovviamente c’è un pizzico di esagerazione. La visione dal vivo e quella digitale (per quanto ad altissima definizione) restano due pratiche diverse e forse incomparabili. La prima implica un rituale (l’andare al museo) e un’ambientazione (la possibilità di muoversi, osservare da lontano/vicino) che la seconda ancora non permette (se non altro per gli spazi angusti del monitor del computer). Ad ogni modo, Google avrà fatto senz’altro la gioia degli studiosi o semplici appassionati che ora potranno vedere dettagli altrimenti inaccessibili ad occhio nudo.
VIDEO DEL MAKING OF:





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