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YouTube: due nuovi canali per i politici americani
Debuttano due pagine dedicate al Congresso. Alcune mappe interattive miglioreranno le funzioni di ricerca dei video
Riunire tutti i politici Usa in un unico spazio virtuale. Favorire l’interazione con elettori e cittadini. E, cosa che non guasta mai, aumentare la propria audience. Tre obiettivi – due disinteressati, l’altro un po’ meno – con cui YouTube ha inaugurato due nuovi canali realizzati in collaborazione con il Congresso americano. Le due pagine sono dedicate rispettivamente alla Camera dei Rappresentanti e al Senato e consentiranno ai parlamentari dei due rami di crearsi un proprio canale video, sull’esempio di quanto fatto da Barack Obama durante l’ultima campagna elettorale. Ogni pagina include una mappa interattiva degli Usa, in modo da agevolare la navigazione e la ricerca di deputati e senatori, Stato per Stato.
Molti di loro, a dir la verità, già da tempo affidano al portale di video-sharing messaggi e discorsi. L’unica novità, quindi, è stata l’idea di creare una sorta di hub ufficiale a uso e consumo del Congresso: una sorta di bacheca video dove si possono tenere sott’occhio progetti e prese di posizione dei singoli rappresentanti, ma anche sondare l’umore della cittadinanza, idealmente chiamata a contribuire con commenti e opinioni. È un po’ l’onda lunga di quanto iniziato durante le Presidenziali 2008, in occasione delle quali YouTube e altre piattaforme “social” hanno ricoperto un ruolo fondamentale nel dettare i ritmi del dibattito collettivo, riducendo la scollatura tra elettorato e candidati.
Oggi si vuole ripetere quel miracolo comunicativo, passando dall’enfasi dei proclami elettorali alla quotidianità della vita del Congresso. E proprio questo ideale passaggio di consegne riserva gli interrogativi maggiori. I due canali YouTube riusciranno ad alimentare un vero contraddittorio tra le parti? O rimarranno confinati nell’ambito della vetrinetta politica? Il rischio è proporre a cittadini ed elettori una sorta di spot elettorale permanente.
Altra questione fondamentale: l’audience. La sbornia elettorale è in fase calante, e gagliardetti, cappellini, magliette e spillette stanno per finire in soffitta. Insomma, tornati a un tran tran fatto di emendamenti, decreti, votazioni, riunioni-fiume, appelli, gli americani continueranno a interessarsi alla res publica digitale? Oppure, archiviata la pratica Presidenziali, rivolgeranno la propria attenzione altrove? I primi video caricati sul nuovo hub sarebbero stati visti da qualche decina di migliaia di persone: numeri non proprio da record, specie per YouTube. Però, viene da dire, siamo solo all’inizio.





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