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Su YouTube arrivano i videoclip senza audio

copyright mashup musica video youtube

Scritto da Guglielmo Rubini

youtube-logo

Niente suoni per quei filmati che violano il copyright. E’ la nuova policy del portale di video-sharing per evitarsi grane legali. E gli utenti insorgono

Play. Si carica la barra rossa. Partono le immagini, ma non si sente nulla. E non è colpa delle casse del pc. Basta spostare lo sguardo più in basso per trovare in bella mostra il messaggio “Questo video contiene una traccia audio che non è stata autorizzata da tutti coloro che ne detengono i copyright. L’audio è stato disabilitato“.

E’ questa la nuova policy di YouTube per contrastare il numero ormai crescente di videoclip condivisi dai suoi utenti. Qualche esempio qui e qui.
I commentatori d’oltreoceano sostengono che YouTube sta iniziando ad utilizzare un sistema di tracciatura (fingerpint audio tracks) che rileva in automatico tutti i casi sospetti.

In realtà, come spiegato sul blog ufficiale, si tratta di una nuova politica attraverso cui YouTube piuttosto che rimuovere direttamente il video, chiede agli utenti di silenziare i video che utilizzano e audio protetto da copyright e sostituirlo con una traccia non protetta, attraverso la funzionalità Audiowsap.

Certo è che gli utenti per ora non l’hanno presa affatto bene: si veda tra i commenti a questo video (“Siete parte del sistema” scrive un utente).

E poi: non sempre le tracce audio sono utilizzate per condividere i clip; più spesso fanno da sottofondo ai milioni di mash-up e altri video amatoriali-creativi che gli utenti si divertono a realizzare. Anche questi ora saranno ammutoliti? Conviene davvero alle major e a YouTube portare avanti queste politiche criminalizzanti? C’è chi pensa di no, anzi…

Intanto Read/Write Web avanza una proposta per risolvere l’impasse: “L’industria musicale potrebbe mettere a disposizione una licenza per YouTube di modo che gli utenti possono utilizzare le tracce nei loro video, mentre le etichette e gli artisti possono avere una parte dei guadagni”. Interessante, ma dubito proprio che le major siano pronte per accettare una simile sfida…

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