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Flickr con Getty Images: titubanza per il modello di vendita

ecommerce flickr fotografia getty images

Scritto da Barbara Ripepi

flickr getty images

Il sito di photo sharing compie un altro passo verso il progetto di stock con Getty Images, ma c’è poca chiarezza nella gestione delle licenze e della convenienza

Nei primi di luglio del 2008 Flickr aveva annunciato un accordo con Getty Images, uno dei più popolari siti per la compravendita di immagini.
La partnership doveva dare il via alla possibilità per gli utenti Flickr di vendere le proprie fotografie su Getty Images.
Dopo una fase preliminare limitata a un ristretto numero di utenti/immagini, il progetto entra ora in una seconda fase.
Se Flickr e Getty Images non sono ancora pronti per lanciare il servizio in pompa magna, qualcosa comincia a muoversi: è stato lanciato un gruppo mirato dove trovare informazioni. Lo staff di Flickr avverte che gli editor di Getty Images stanno esplorando il sito alla ricerca di fotografie adatte al proprio archivio. I singoli utenti verranno contattati direttamente dallo staff via Flickr-Mail per prendere eventuali accordi mirati all’aggiunta delle foto su Getty Images. La raccolta vedrà il suo esordio nel mese di marzo.
Nel frattempo Flickr sta sviluppando una piattaforma apposita per gestire la raccolta Flickr su Getty Images, ma non emergono particolari significativi in proposito; il lancio ufficiale avverrà “entro l’inizio dell’anno prossimo”.
La possibilità di commercializzare i propri scatti è estesa a livello internazionale.
Per chi fosse interessato a scoprire tutte le condizioni del servizio, sono state pubblicate delle dettagliate FAQ in italiano.

Passiamo ora alle cattive notizie.
La prospettiva non si rivela appetibile per il fotografo dell’ultima ora. Lo Stock di Flickr-Getty Images non è una soluzione per tirar su - già che ci siamo - qualche soldo.
Sottoscrivere al programma significa innanzi tutto avere le basi per poterlo fare (essere un professionista con P.IVA), firmare un contratto di due anni con rinnovo automatico (per scioglierlo bisogna richiederlo espressamente con 60 giorni di preavviso) durante i quali non sarà possibile ritirare le fotografie pubblicate ne tantomeno commercializzarle fuori dal sito.
Le licenze non vengono scelte dal fotografo ma da Getty Images, e nello specifico sono due: Royalty-free e Rights-managed. La seconda offre un guadagno superiore, ma la Royalty-free è quella più utilizzata e i guadagni variano a seconda di molteplici fattori come uso specifico, dimensioni, supporto o tipologia di acquisto.
Si sta parlando un guadagno da parte del fotografo pari al 20-30% sulla vendita per singola foto.

Getty Images seleziona foto di alta qualità, professionale o semi-professionale, e il vantaggio che ne trarrebbe Flickr - oltre all’esposizione maggiore in campo professionale - potrebbe proprio essere questo: l’innalzamento della qualità generale degli scatti caricati. Si può ipotizzare infatti che i fotografi decidano di caricare foto di qualità sempre più alta per rincorrere la possibilità di essere scelti da Getty Images. Nel caso ciò accadesse, le fotografie scelte rimarranno comunque su Flickr, ma bisognerà abbandonare le licenze CC ne caso se ne facesse uso.

E qui si arriva alle notizie pessime.
Immaginiamo che una splendida foto di utenteX rilasciata sotto licenza CC venga notata da Getty Images. Lo staff invita utenteX ad aggiungerla alla racconta e lui accetta.
UtenteX dovrà cambiare la licenza compatibilmente con il suo nuovo modello di distribuzione, abbandonando Creative Commons, con un inconveniente: la foto è stata in precedenza ripresa da più siti, blog e servizi vari. Non è certo facile per utenteX raggiungere tutti i luoghi dove la sua immagine è stata ripresa, ma lo è per Getty Images grazie al servizio di monitoraggio di copyright offerto da PicScout.
Le scansioni di PicScout rilevano in rete la presenza di immagini dei clienti e nel caso di utilizzo non autorizzato - il ladro di immagini che sia colpevole o meno si vedrà recapitare una fattura piuttosto salata.

Ulteriori dubbi sul servizio sono stati esplicitati nello spazio di discussione all’interno del gruppo.

Un retroscena.
Nel 2007 Flickr stava seriamente pensando ad un progetto mirato allo stoccaggio di immagini.
Si trattava di Flickr Stock, che è venuto alla luce qualche tempo fa grazie a Michael Arrington, che ne ha scovato il progetto grafico all’interno del portfolio di Sarah Cooper. La pagina è stata oscurata ma è ancora reperibile nella cache di Google.
Probabilmente Flickr ha infine preferito appoggiarsi a terzi piuttosto che esordire in un nuovo mercato, con tutte le difficoltà del caso, seguendo lo stesso modello applicato finora nell’ambito di altri servizi come la stampa di libri, o la creazione di gadget.

Per ora non sarebbe corretto dare giudizi definitivi visto che il progetto si presenta come poco più che abbozzato, ma di primo impatto viene da domandarsi se possa essere una buona soluzione commenciale per la fotografia Pro, e se la confusione fatta con le licenze non rappresenti un passo falso ideologico di Flickr.

Commenti   (Inserisci un commento)

Thanks for this excellent article. Also a thing is that almost all digital cameras are available equipped with any zoom lens so that more or less of a scene to be included by way of 'zooming' in and out. These types of changes in concentration length are reflected within the viewfinder and on massive display screen on the back of this camera.

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