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L’Enciclopedia Britannica apre al 2.0

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Scritto da Piero Babudro

Gli utenti del web potranno contribuire con segnalazioni e contenuti. A garantire la bontà dei contenuti, un rigoroso controllo da parte del comitato interno

Informazione, conoscenza, cultura. Tre concetti, nell’epoca del 2.0, sempre più legati a quello di partecipazione. Capita così che un’istituzione come l’Enciclopedia Britannica decida di fare suo il verbo della collaborazione in rete e aprirsi ai contributi esterni.

Come annunciato oggi dal suo presidente, Jorge Cauz, gli utenti potranno segnalare contenuti ed editarli direttamente sul sito: prima della loro pubblicazione definitiva, però, sarà necessario il placet della commissione di controllo, cui spetterà l’insindacabile giudizio su quello che deve finire in pagina o meno.

Niente a che vedere quindi con il modello Wikipedia, dove invece è il cesello collettivo di  internauti e redattori interni a confezionare – correzione dopo correzione – le singole voci. Né con quello di Knol, l’enciclopedia di Google, che si regge sempre (dovrebbe farlo) su contributi esterni, associati in modo univoco al singolo autore, la cui reputazione può cambiare a seconda delle revisioni, dei voti e dei commenti ricevuti dalla community. 

Anzi, il wiki sembra proprio non andare giù a Cauz, che in occasione dell’annuncio non ha resistito alla tentazione di tirare una frecciatina proprio ai danni di Wikipedia. Il suo successo – dice lui – sarebbe dovuto non tanto alla bontà intrinseca dei contenuti proposti, quanto dal fatto che Google continua a metterli per primi nei suoi risultati. 

A parte questa nota stonata, l’Enciclopedia continuerà a fare affidamento su un nutrito team di esperti e collaboratori interni (qualche migliaio di persone), sperando che nel frattempo “il marchio Britannica” si dimostri in grado di suscitare attenzioni e curiosità del popolo della rete. 

Operazione non proprio immediata: se Britannica ha dalla sua i contenuti, Wikipedia è molto più avanti quanto a modello di fruizione e già Jimmy Wales e soci si stanno orientando verso nuove forme di condivisione dei contenuti. Molto dipenderà dalla reazione del mondo accademico, tradizionale bacino di utenza dell’Enciclopedia, forse non ancora pronto ad accettare il fatto di aver perso l’egemonia della produzione culturale, ormai appannaggio di un’indistinta moltitudine. 

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