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GDrive, nuovi indizi in rete per l’atteso servizio di storage online

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Scritto da Guglielmo Rubini

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Si intensificano i rumors sul più chiacchierato (e mai arrivato) servizio di Google. Diversi indizi scovati in rete fanno credere che il rilascio è ormai vicino, ma anche qualche anno fa sembrava così…

Di GDrive, il servizio per lo storage online di Google, si parla ormai da anni (anche su MyTech se ne parlava due anni fa). A specularci sopra non sono i soliti blog tecnologici, ma anche testate più caute come il Wall Street Journal (che lo scorso anno dava l’arrivo come imminente) e The Guardian. E c’è già chi fa ricorso a titoli epocali (si veda FoxNews: “Google’s Rumored GDrive May ‘Kill’ the PC”).

Ora nuovi indizi si stanno affastellando in rete: dalla voce “Google Web Drive” intravista nel menù di Picasa per Mac all’icona scovata in un foglio di stile di Google Apps, fino alle discussioni pubblicate in un documento interno condiviso su Scribd e poi misteriosamente scomparso.

Tanti segnali che sembrano indicare lo sbarco imminente del più atteso tra i servizi di Mountain View. In effetti, un servizio di storage online ha sicuramente un senso per l’attuale strategia online di Google: potrebbe unificare tanti servizi che ancora non si parlano tra loro (da Google Docs a Picasa) e permettere a Google di sdoganare definitivamente il cloud computing per le masse. A cominciare, magari, da Google Docs, servizio dalle belle speranze, ma ancora non in grado di erodere i software tradizionali, anche per le sue scarse funzionalità offline. Ma anche puntando su Android e la produttività in mobilità.

Quanto però è vicino il momento del rilascio è tutto da vedere. C’è da considerare che un simile servizio richiede investimenti e tecnologie non indifferenti. E c’è già chi si chiede: come potrà essere monetizzato GDrive? Sarà introdotta una sottoscrizione (magari coinvolgendo soprattutto le imprese) o resterà gratuito e aperto alle masse, come la maggior parte dei servizi di Mountain View?

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