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Google e Nasa: insieme per l’università del futuro

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Scritto da Piero Babudro

Annunciata oggi “Singularity University”, scuola speciale di preparazione per un futuro sempre più tecnologico. Rettore sarà Ray Kurzweil, teorico del postumanesimo e dell’intelligenza artificiale

Il legame di Google con il mondo accademico americano non è mai stato un mistero. Da Stanford provengono i due fondatori, Larry Page e Sergey Brin, che proprio durante gli anni del campus iniziarono a coltivare il sogno – all’epoca visto con una certa diffidenza perfino da alcuni loro docenti – di salvare l’intero web su di un unico computer, catalogandolo pagina per pagina. 

Sopravvissuta alla crisi della New Economy, Google negli anni seguenti è sempre rimasta in contatto con gli atenei più prestigiosi. Lì ha fatto incetta delle menti migliori e ha promesso loro un posto di lavoro “cool” e diversi benefit curiosi, tra cui un giorno alla settimana da dedicare completamente (altra reminescenza accademica) a propri progetti personali.

Difficile, però, parlare oggi di semplice continuità con quanto fatto finora. Perché l’odierno debutto della Singularity University, di cui Google è principale sponsor, è un’operazione piuttosto diversa. Il nuovo ateneo, che guarda caso sorge a due passi dalla sede di Mountain View, non vuole diventare solo un collettore degli intelletti più promettenti, quanto un incubatoio sperimentale progettato attorno all’idea di un futuro ipertecnologico.

I corsi si terranno presso l’Ames Campus della Nasa, altro partner dell’iniziativa, mentre il rettore incaricato – forse una notizia nella notizia – è l’informatico Ray Kurzweil, affiancato nel suo lavoro da Peter Diamandis, direttore del centro ricerche della Nasa, e da una nutrita serie di docenti.

Il curriculum di studi viene definito come unico al mondo, e non è difficile crederci. Sono previsti infatti dieci percorsi accademici, che vanno dagli studi avanzati sulle biotecnologie alla bioinformatica, dalle nanotecnologie alle neuroscienze, dalla robotica alle energie rinnovabili, passando per studi cognitivi su informatica e networking.

Una serie di aree tematiche chiaramente cucite addosso alla figura di Kurzweil, uno degli autori più influenti nel campo dell’intelligenza artificiale e del transumanesimo, corrente di pensiero che teorizza e sostiene l’utilizzo della tecnologia per migliorare le performance fisiche e mentali degli esseri umani. E poi c’è il nome dell’ateneo a conferire ancora maggiore appeal. “singularity”, che guarda al concetto di singolarità tecnologica, quel particolare momento nello sviluppo della civiltà umana dove il progresso tecnologico è talmente rapido da trascendere la nostra stessa possibilità di comprenderlo.

I primi corsi inizieranno in giugno; intanto, però, è possibile fare domanda di ammissione attraverso il sito ufficiale. Si partirà con una classe sperimentale di 30 persone, ma non è escluso che – a partire dal secondo anno accademico – si passerà a 100 studenti. Previsti inoltre programmi di studio flessibili per chi già lavora. 

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