Connessioni / Next / Search / Sicurezza / Social
Omnifone presenta la nuova MusicStation
A breve il debutto della piattaforma per il download legale via banda larga. Si potrà scarica da computer e set-top box: intanto proseguono le trattative con pay-tv, major e provider Internet
Soddisfare il bisogno di consumi culturali online, fornendo ai navigatori un’alternativa valida al file sharing illegale. Rob Lewis, Amministratore delegato di Omnifone, ha introdotto così la nuova iniziativa della media company londinese in ambito musicale.
Si tratta dell’estensione al mondo della banda larga di MusicStation Next Generation (servizio di download musicale su cellulare) con l’obiettivo di creare una piattaforma europea che garantirà accesso legale e illimitato a contenuti musicali. Novità nella novità, canzoni e album potranno essere scaricati non solo dalla classica postazione Pc, ma anche utilizzando un set-top box.
Al momento Lewis ha confermato l’esistenza di alcuni accordi preliminari con il gotha della musica internazionale: Universal Music Group, Sony BMG Music Entertainment, EMI e Warner Music Group.
Allo stesso tempo, vanno avanti le trattative con BSkyB, pay-tv britannica del gruppo NewsCorp, che a breve dovrebbe integrare MusicStation Next Generation nel suo bouquet di servizi on-demand. Omnifone, dal canto suo, è impegnata in un giro di consultazioni con diversi Internet Service Provider, allo scopo di illustrare loro il progetto; secondo le prime indiscrezioni che arrivano dal Mobile World Congress di Barcellona, il canone mensile della nuova MusicStation dovrebbe essere incluso nel prezzo pagato per la connessione a Internet, ma non sono escluse altre formule di pay-per-download. Inoltre, ogni mese gli utenti potranno scegliere un numero (per ora imprecisato) di canzoni preferite da trasferire senza vincoli Drm dal computer (o dal set-top box) al lettore mp3 portatile.
Quanto a Omnifone, l’azienda sta cercando di tradurre in opportunità di business lo spauracchio della pirateria online. E, nel farlo, cerca di coinvolgere gli Internet Service Provider, non proprio entusiasti all’idea di trasformarsi in “poliziotti del web”. In Francia e Inghilterra, ad esempio, alcuni disegni di legge mirano a obbligarli a bloccare le connessioni di chi fa file sharing illegale o a passare i dati di navigazione a chi detiene i copyright dei contenuti scaricati. Vedremo ora se gli Isp europei guarderanno a MusicStation come a una soluzione praticabile.





Ancora nessun commento.