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Controllo dei dati, prove di democrazia su Facebook

facebook privacy

Scritto da Guglielmo Rubini

facebook_generica

Nessun cambiamento dei termini di servizio potrà più avvenire senza il consenso dei membri. Per i temi più controversi saranno istituiti “consigli degli utenti” e poi si andrà ai voti

Dopo le recenti proteste, Facebook ha annunciato che le prossime decisioni importanti in quanto a privacy e controllo dei dati non passeranno più sottobanco, ma dovranno prima essere approvate dagli stessi utenti.

Durante una conferenza stampa, Mark Zuckerberg ha illustrato i principi che governeranno d’ora in poi il social network. Promettendo non solo trasparenza ed apertura, ma anche garantendo il pieno controllo sulle risorse condivise online da parte degli utenti. Zuckerberg ha presentato le linee generali della “costituzione” (i Facebook Principles) a cui si ispirano i nuovi termini di servizio che d’ora in poi si chiameranno Statement of Rights and Responsabilities. Entrambi i documenti potranno essere commentati fino al 29 marzo. Dopo di che verranno selezionati gli autori degli interventi “più interessanti e costruttivi” che potranno partecipare alla stesura delle bozze. La nuova costituzione sarà sottoposta ai voti dell’intera comunità ed entrerà in vigore solo se prenderanno parte almeno il 30% degli iscritti.

Il meccanismo sarà replicato anche in futuro per qualsiasi cambiamento ai termini di servizio: le modifiche saranno sottoposte con largo anticipo alla base di utenti che potranno discuterle e commentarle. Se l’argomento non ottiene molti feedback, verrà automaticamente aggiunto.
Se, invece, i feedback sono più di 7000 (così riporta la Bbc), Facebook formerà un “consiglio degli utenti”. E poi si andrà di nuovo ai voti.

Zuckerberg ha inoltre spiegato che la sua compagnia non vuole affatto mantenere il possesso sui dati degli utenti. Anzi, ha ribadito che le informazione condivise sono di proprietà degli utenti. Quando questi decideranno di eliminare una risorsa o un account, Facebook non potrà rivendicare nessun controllo.

Ad ogni modo, questo non vuol dire affatto che si potrà esportare il proprio profilo su un altro social-network (data-portability).

Le novità hanno ovviamente scatenato moltissime reazioni. Ecco qualche critica interessante:

- Non sempre il voto è una buona idea: Ricordate le migliaia di proteste quando Facebook ha introdotto il Newsfeed? Uno strumento che sul lungo periodo si è rivelato determinante per il successo del social network. Se all’epoca ci fosse stata una votazione, di certo non sarebbe passato (ReadWrite Web)

- Un “consiglio aperto” dovrebbe includere i membri selezionati dalla stessa community. Non quelli scelti da Facebook (Webaware )

- Resta inteso che Facebook si riserva il diritto di apportare modifiche di altro tipo senza consultare gli utenti. Basta che non siano in contraddizione con la “costituzione” (NYTimes/Bits)

- Non è la prima volta che un servizio chiede ai propri utenti di partecipare alla realizzazione dal basso della “costituzione”, come dichiarato da Facebook. L’ha già fatto Plaxo nel 2007 (GigaOm )






Commenti   (Inserisci un commento)

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