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Banda larga per tutti, contro la crisi

banda larga digital divide next generation network

Scritto da Giulio Boresa

Ci sono tanti progetti governativi per dare a tutti internet veloce, come ricetta contro la recessione. Ma l’Italia non è tra i Paesi più attivi

Si sta facendo strada un’idea, tra le istituzioni di vari Paesi al mondo: la banda larga, offerta a tutti gli utenti e diffusa tra le pubbliche amministrazioni, potrebbe servire da trampolino di (ri)lancio dell’economia. Ne parla per esempio l’Herald Tribune, che fa un riassunto dei piani adesso in arrivo. Nota bene: cita Stati Uniti, Regno Unito- che ora vuole dare banda larga a tutti entro il 2012- Spagna, Canada, Portogallo, Finlandia, Germania, che qualche giorno fa ha definito la propria “strategia banda larga”. Secondo cui internet veloce unversalmente disponibile e le nuove reti (next generation network) sono un “prerequisito” per una nuova crescita dell’economia.

Nell’elenco dell’Herald Tribune manca l’Italia e non è un caso. E’ vero che da noi ci sono piani analoghi e l’idea di stanziare 800 milioni di euro (o un miliardo di euro) per le zone in digital divide. Ma la strategia è meno precisa che in altri paesi e dei piani più ambiziosi non si sente più parlare da mesi, proprio cioè da quando è scoppiata davvero la crisi globale.

Come se solo in altri Paesi avessero capito che la banda larga crea valore e serve a inaugurare un nuovo ciclo economico, mentre da noi è ancora vista come una cosa accessoria, un costo, un progetto da accantonare alla luce di problemi più grandi. Eppure anche l’Europa Unita pensa che la “banda larga universale” (a tutti entro il 2010) sia un passo necessario per l’economia. Eppure, in Italia i piani dovrebbero essere ancora più massicci di quelli di altri Paesi: i dati ci inchiodano agli ultimi posti, per diffusione della banda larga e quindi ci sarebbe un ritardo da recuperare. Con investimenti pubblici in copertura, efficienza delle linee, ma anche alfabetizzazione della popolazione, diffusione dei computer. Ma se nemmeno la politica è abbastanza consapevole dell’importanza della banda larga, come pretenderlo dai cittadini?

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