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Editori italiani contro Google Books

copyright editoria google google books

Scritto da Guglielmo Rubini

Il presidente dell’AIE denuncia la presenza di opere protette da diritto d’autore sul servizio di Mountain View. Intanto, entro il 5 maggio bisogna decidere se accettare o meno l’accordo di transizione per le opere di pubblico dominio

Lo diciamo subito: la notizia diffusa ieri da un lancio d’agenzia Ansa non sta affatto nel titolo: “Google digitalizza i libri italiani”.
Chiunque ha frequentato un minimo Google Books sa bene che i titoli italiani ci sono, e da tempo. Certo, con tantissimi limiti: la consultazione è parziale, pochi editori hanno abilitato strumenti di acquisto; ma comunque ci sono da qualche anno.

La vera notizia sta piuttosto nella seconda parte del lancio d’agenzia: la posizione assunta dagli editori italiani per bocca di Federico Motta (presidente dell’AIE) che denuncia la digitalizzazione indebita di opere protette da diritto d’autore, tra cui anche bestseller dello scorso anno di Ammanniti o Dario Fo. Motta afferma a chiare lettere che Google deve pagare i diritti per mettere a disposizione questo genere di opere. Anche se, come fa notare il Corriere.it, la “scoperta” non è poi così recente: nel 2006 la stessa AIE si era detta favorevole al progetto di indicizzazione.

In realtà la situazione è piuttosto complicata: i libri attualmente presenti su Google Books provengono dalle biblioteche Usa che hanno già stretto partnership con il colosso di Mountain View. Un’operazione su cui hanno avuto molto da ridire gli editori e gli autori a stelle e strisce, che stanno portando avanti da tempo battaglie legali. E che, però, sono ormai vicini ad una soluzione.

Parliamo dell’accordo di transizione che Google ha di recente proposto agli editori Usa. La società di Brin&Page ha proposto un risarcimento simbolico (60 dollari) per ogni titolo non protetto da diritto d’autore. E tra l’altro ha avviato una massiccia (e old-style) campagna pubblicitaria su tutti i giornali Usa, come riporta il NYTimes, per avvertire i possibili interessati.

Ora anche l’AIE dovrà decidere se aderire all’accordo (così come hanno fatto gli editori Usa) entro il prossimo 5 maggio. Ma per il momento sembrano essere molte le distanze: a cominciare dalla definizione di “opera fuori commercio”. L’accordo prevede, infatti, che dopo il risarcimento Google possa digitalizzare le opere di pubblico dominio senza chiedere il permesso ad autori ed editori.

Vi aggiorneremo sugli sviluppi della vicenda.

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