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Tecnostress, una giornata senza Internet e cellulare

dipendenze internet neuroscienze salute

Scritto da Guglielmo Rubini

Info-lavoratori, provate a staccarvi da computer e telefonini per 24 ore. La proposta dell’Onlus NetDipendenza per sabato 21 marzo

Quante ore riuscite a resistere senza consultare la mail o leggere i twit e i feed? Riuscireste mai a spegnere il cellulare per 24 ore senza farvi prendere dall’ansia da reperibilità? Beh, il prossimo sabato 21 marzo avrete occasione per testare le vostra resistenza. E magari approfittarne per una giornata al mare o per l’ultimo allenamento in vista della Maratona di Roma

 

STRESS DA TECNOLOGIA

La proposta arriva dall’onlus Netdipendenza che da anni fa attività di divulgazione sul controverso tema del tecnostress, ovvero l’affaticamento prodotto dal sovraccarico informativo e dell’esposizione continuativa ai media. Una tematica su cui abbonda letteratura di ogni genere (da quella più apocalittica a quella più integrata). E su cui forse un po’ tutti dovremmo riflettere con più calma, al di là delle riduzioni semplicistiche (del tipo: Internet fa male/fa bene). A maggior ragione se rientriamo nella categoria info-lavoratori tra cui, sottolineano gli esperti di Netdipendenza, il 90% dichiara di manifestare sindromi come ipertensione, disturbi cardiocircolatori e gastrointestinali, perdita di concentrazione, depressione.

LA GIORNATA

Il 21 marzo, dunque con l’arrivo della primavera, inviteremo i lavoratori digitali a spegnere per un giorno computer e cellulari, per trascorre una giornata in spiaggia a respirare l’aria fresca del mare. Uno dei primi effetti del tecnostress, infatti, è la respirazione corta e dunque le microapnee causate dalla tensione continua del sovraccarico informativo”, spiega Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza.
Al di là delle giornate una-tantum, sul social network dell’Onlus, si stanno formando i primi gruppi di tecnostressati che vogliono cambiare stile di vita. Sono già attivi quelli di Roma, Bari e Milano.

IL LIBRO: iBRAIN

Per chi, poi, volesse saperne di più sull’argomento, vi consigliamo di leggere “iBrain“, l’ultimo saggio del neuroscienziato Gary Small che indaga sulle trasformazioni (positive e negative) apportate dalle tecnologie digitali al nostro cervello. E offre consigli su come evitare di tecnostressarsi, senza abbandonare computer e cellulare.

 

Commenti   (Inserisci un commento)

Ma il 21 siamo "tutti" al ParmaWorkCamp! http://barcamp.org/parmaworkcamp

beh, mi sembra il posto giusto per proporre una sessione di corsa detox (no pc e cellulare la vedo dura...)

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