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Last.fm: streaming gratis solo per USA, UK e Germania. A nostre spese
L’annuncio è stato dato in pasto agli utenti tramite un post defilato sul blog ufficiale. Dal prossimo mese non esisterà più nessun tipo di radio gratuita su Last.fm
Non una segnalazione in home page e nemmeno un messaggio privato per l’intera community.
Last.fm ha affidato una novità storica a un post sul blog ufficiale.
Gli iscritti dovranno pagare un abbonamento di €3 al mese.
Fin qui, nulla di particolarmente sconvolgente: sul sito di streaming esiste già una forma di abbonamento che permette di usufruire di alcuni privilegi, per €2,5 al mese.
I punti presi nell’occhio del ciclone sono altri:
1) questa svolta sancisce la fine delle funzioni di base. Se finora un utente base poteva accedere allo streaming gratuito, dal mese prossimo potrà ascoltare solo preview e 30 tracce “di prova” per invogliare all’abbonamento.
2) lo streaming rimarrà gratuito per gli USA, il Regno Unito e la Germania, ovvero i Paesi che fanno più gioco all’economia del sito.
Se la scelta di Last.fm fosse stata quella di cambiare modello e imporre l’abbonamento a tutti gli utenti, il risultato sarebbe stato senz’altro più positivo.
Molti di noi infatti non trovano scandaloso pagare una quota per usufruire di un servizio che finora si è rivelato buono: c’è chi sottoscrive l’abbonamento costantemente da alcuni anni e con soddisfazione.
Last.fm è una realtà che è riuscita a imporsi nel tempo grazie a una libreria consistente, alle funzioni di scrobbling, all’efficenza generale dello streaming, alla mancanza di restrizioni geografiche e (marginalmente) agli accessori di contorno come info sui concerti e mini-wiki biografiche.
La scelta di concentrarsi sulle aree di maggior interesse economico, “tassando” tutte le altre per sostenere lo sviluppo delle prime, non risulta ragionevole e rispettoso per tutta quella fetta che sinora ha contribuito alla crescita del servizio.
È innegabile infatti che la forza di Last.fm sia stata generata proprio dagli utenti: con lo scrobbling delle nostre tracce abbiamo riempito i database e messo in moto l’intera macchina.
Paradossalmente quel che ci viene chiesto è di pagare un servizio perché in USA, UK e Germania possa rimanere gratuito e crescere in sviluppo e performance generali.
Lo sdegno non arriva soltanto dagli Stati che non fanno parte del “trio eletto”: i commenti al post di annuncio continuano ad aumentare di minuto in minuto, e sono molti gli abbonati inglesi, statunitensi o tedeschi a lamentare un’inversione di rotta, una mancanza di rispetto e di logica social. Un’altra ondata di commenti negativi arriva dai Paesi meno benestanti, dove i €3 al mese hanno un valore ben diverso.
Contro la discriminazione c’è chi giura di disinstallare il software in favore di altre soluzioni, tra cui il sempre più popolare Spotify o l’eterno antagonista Pandora.
L’acquisizione di Last.fm da parte di CBS è avvenuta nel maggio 2007 per circa 280 milioni di dollari. Alla fine dello scorso anno l’azienda ha ridotto lo staff di Last.fm del 20% - tra cui il dipartimento internazionale.





1 Angelo
il 26/03/2009 alle 08:52
Inutile passare a Pandora cha ha appena fatto la stessa scelta, anche se con un annuncio più chiaro.
2 magdalena
il 26/03/2009 alle 12:00
Spotify è a pagamento in italia e costa pure molto di piu di last.fm, se non sbaglio sui 10 euro al mese. Onestamente aldilà della discutibilissima mossa di last.fm mi sembra che siamo davanti al solito divario per quanto riguarda la licenze di streaming e diritti d'autore. Fatico a concepire un modello di business in cui ridurre la disponibilità di un servizio significa crescere.
E siccome le case discografiche sono le stesse in tutto il mondo c'è da chiedersi cosa rende sostenibile commercialmente un servizio scalare in Inghilterra e in Italia no? Per carità sicuramente in certi paesi le utenze sono maggiori, ma credo che questo possa influire alla fine in parte ma non in senso assoluto.
3 Barbara Ripepi
il 26/03/2009 alle 13:23
a quanto pare last.fm sta puntando su US, UK e DE non solo per una gestione dei diritti/tasse, ma per una questione di penetrazione e di giro d'affari (last.fm è inglese, CBS è americana, e il mercato tedesco interessa per questioni di popolarità). non sono affatto contraria ad un modello di business basato su abbonamento, in questi anni credo di aver accumulato sottoscrizioni a last.fm per circa 60 euro e oggi mi sento presa in giro perché pur sostenendo economicamente il progetto vengo tagliata fuori. Un sistema più equo sarebbe stato mettere tutti nelle medesime condizioni, facendo pagare una quota più bassa. In alcuni paesi i nostri 3 euro sono come i nostri 12. In altri i costi per sostenere una carta di credito sono insostenibili. Con gli ascolti di tutto il mondo last.fm ha a costruito i propri database e racconto dati e materiale di ogni genere. Questa mossa è uno schiaffo all'utenza mondiale che ha contribuito alla crescita del social network...