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YouTube: prove di rilancio, ma i conti non tornano

musica universal video youtube

Scritto da Guglielmo Rubini

YouTube perderà quasi 500 milioni di dollari nel corso del 2009. A tre anni dall’acquisizione non ha ancora trovato un modello di business. E così si espande il programma di click-to-buy e arrivano partnership più forti con le major del disco

I dati degli analisti di Credit Suisse parlano chiaro. Non è bastata l’acquisizione da parte di Google (il Re Mida del web) per trasformare YouTube in una macchina da soldi. Anzi, per ora dal punto di vista economico si è rivelato tutt’altro che un affare. Nel corso del 2009 i conti del portalone di video-sharing continueranno ad essere in profondo rosso: meno 470 milioni di dollari. A fronte di guadagni stimati per 240 milioni di dollari, sono previste costi di gestione astronomici: 711 milioni di dollari (di cui circa la metà per le spese di banda).

In tutto ciò, YouTube resta leader del settore con il 41% di share-market. E proprio su questo predominio Google intende spingere nel corso dell’anno per trovare modelli di business più efficaci. In questa direzione va l’espansione del programma di click-to-buy lanciato lo scorso ottobre in diversi paesi europei e che ora ha raggiunto anche l’Italia. Gli utenti del Belpaese potranno acquistare un brano musicale su iTunes quando visualizzano un videoclip. Il che, stando ad un sondaggio di IpsosMediaCT condotto Inghilterra, dovrebbe presto dare i suoi frutti: un utente su due si dice propenso ad acquistare una traccia dopo averla ascoltata su YouTube.

La strada per la monetizzazione passa anche per accordi più forti con le major del disco. E’ di oggi l’annuncio di una nuova iniziativa a cui YouTube sta lavorando insieme a Universal: VEVO (Video Evolution) un servizio che sarà lanciato entro la fine dell’anno e dovrebbe offrire un catalogo esaustivo di soli contenuti legali. Chissà se basterà a ripianare i conti.

Commenti   (Inserisci un commento)

Non lo avrei mai detto...

Ok per la banda, ma tutti gli altri costi di gestione da dove escono??

Sono dati attendibili??

Io non credo proprio che vada in rosso

1) secondo il report di credit suisse, le spese restanti sono dovute a "content licensing, ad-revenue shares, hardware storage, sales and marketing". in particolare la prima voce pesa per il 31%
2) attendibilità? si tratta pur sempre di stime, ma supportate da diversi dati
3) beh, che vada in rosso anche per il 2009 è quasi inevitabile. il punto è se trova soluzioni per diventare redditizio dal prossimo anno
ciao!

La rete , grandi portali e i grandi server hanno spazzato via l'industria musicale e si apprestano a fare lo stesso con il cinema. Sarebbe ora che tutti insieme pensassimo ad un business model che ci faccia vivere. Il principio che in rete è tutto gratis e tutto a disposizione del primo che arriva alla lunga non può funzionare, neanche per i grandi operatori evidentemente

Tempo fà lessi di un modello economico in sperimentazione in Brasile molto interessante: in pratica tutti gli mp3 diventano scaricabili gratuitamente e legalmente dal web, mentre i musicisti vengono compensati sulla base del numero di download effettuati, attraverso parte degli incassi provenienti dalle vendite dei supporti necessari per l'utilizzo di mp3: lettori mp3, cd, pc, etc..Si chiama Alternative Compensation System, o qualcosa del genere; Se l'iniziativa dovesse avere successo, non sarebbe da escludere una sua più ampia diffesione,

si ma è vero anche che il 50% delle persone compra i lettori mp3 su ebay o dal cinese.. per non parlare che sempre una buona parte prima che cambi il lettore mp3 che ha già comprato passerà tanto tempo... e per non parlare che l'mp3 resta e resterà un formato che in termini di qualità fa cagare data la compressione dei files e che tanta gente preferisce altro.

E tutto questo diventerà sempre più difficile... ma in ogni caso nessuno può pensare che torneranno (torneremo) a comprare i cd nei negozi...

Il Fatto che youtube sia così tanto in rosso mi lascia pensare... e sinceramente non avrei mai creduto in una crisi così grossa.

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