Connessioni / Next / Search / Sicurezza / Social
Amazon censura libri gay, ma è “solo un errore”
Migliaia di volumi a tematica omosessuale (e per “adulti”) sono scomparsi dal bookstore. Scatta la protesta online e Amazon torna sui propri passi: è stato solo un “errore imbarazzante”
Solo un “imbarazzante e maldestro errore di catalogazione“. Nessuna volontà censoria o, peggio ancora, discriminatoria. Dopo due giorni di tam-tam online e petizioni per il boicottaggio, Amazon ha fatto marcia indietro e si è scusata con i propri clienti.
IL FATTO
Nel corso del weekend per oltre 50.000 volumi è stato declassato il “sales rank“, ovvero il punteggio che Amazon assegna ad ogni volume in base alla sua popolarità. Come il page-rank di Google, anche questo punteggio determina la posizione in cui un libro viene visualizzato. In molti hanno subito notato che l’azzeramento del sales rank riguardava soprattutto libri a tematica gay. Molti romanzi sono improvvisamente scomparsi dal catalogo - dai classici come “Maurice” di E.M. Forster agli ultimi best-seller come “I segreti di Brokeback Mountain” e decine di altri volumi, come ha documentato lo scrittore Mark R. Probst, uno dei primi a lanciare l’allarme.
LE PROTESTE
Quanto è bastato perché nel giro di poche ore scattassero proteste dappertutto in rete. Non solo su blog e Twitter, ma anche sulla stessa Amazon. Gli utenti hanno iniziato ad etichettare i romanzi “declassati” con la tag “amazonfail“. Mentre Mark Probst ha lanciato una petizione online invitando a boicottare il bookstore e raccogliendo oltre 20mila firme.
CENSURA O ERRORE?
A generare scompiglio è stata anche la reazione della stessa Amazon che ha offerto spiegazioni contraddittorie. In un primo momento ha infatti replicato: “Considerata la nostra base di utenti, abbiamo escluso alcuni prodotti per adulti da alcune ricerche e nelle liste dei best-seller”. The Guardian ha subito parlato di virata “family-friendly” del bookstore. In tutto ciò, però, le cose non tornavano: la collezione di Playboy (sessualmente molto più spinta rispetto ad un romanzo come Maurice) continuava ad avere un rank alto. E così nel giro di poche ore, Amazon si è vista costretta a mettere i tecnici a lavoro e tornare sui propri passi: si è trattato solo di un errore nella compilazione dei campi del catalogo, hanno spiegato dal colosso di Jeff Bezos. Ma in molti nutrono dubbi: è stato davvero un errore? O forse sarebbe meglio parlare di un tentativo (mal riuscito) di censura?





Ancora nessun commento.