Connessioni / Next / Search / Sicurezza / Social
Internet Archive contro il piano di Google Books
Fa sempre più discutere il piano di conciliazione proposto da Google ad editori ed autori. Ora anche l’Internet Archive annuncia battaglie legali: “Vogliono privatizzare la cultura”
Dopo l’accordo negli Stati Uniti, si avvicina anche per altri paesi (tra cui l’Italia) la data del 5 maggio, entro cui editori ed autori dovranno decidere se aderire all’Accordo di transazione che il gigante di Mountain View sta offrendo per Google Books
La vicenda è piuttosto complicata (ne avevamo già parlato qui), dal momento che riguarda per lo più le opere coperte da copyright e tuttora fuori catalogo (definite “orfane” negli Stati Uniti). Ma anche perché la mossa di Google è stata scaltra: piuttosto che ricevere nuove denunce, ha preferito giocare d’anticipo, obbligando autori ed autori a sottostare alle sue regole. Non solo per quanto riguarda la divisione dei guadagni (37% a Google, il 67% da dividere tra editori ed autori), ma soprattutto per la modalità di adesione “opt out”. E cioè: se qualcuno detiene i diritti d’autore di un’opera fuori commercio e non vuole aderire al progetto di indicizzazione deve farsi avanti entro il 5 maggio, altrimenti verrà “tacitamente” inglobato secondo la formula del silenzio-assenso.
Quanto è bastato perché da diverse parti iniziassero a sollevarsi diverse voci critiche, oltre che minacce di battaglie legali. Come quella annunciata da Internet Archive, la meritoria organizzazione che intende dar vita un archivio di risorse multimediali liberamente accessibili (tra cui anche milioni di libri elettronici con il suo Project Gutenberg).
Internet Archive fa in particolare notare come il Google Settlement costituisca un pericolo per tutti gli altri fornitori di contenuti online. La modalità opt-out permette a Google di diventare il padrone assoluto di milioni di opere. Allo stesso tempo, gli altri fornitori di contenuti (come IA) potrebbero ritrovarsi scoperti da questa “immunità” e così passibili di denuncia.
“Google è così bravo a fare pubbliche relazioni, che nessuno sa che esistono alternative a Books Search. Noi non vogliamo privatizzare le biblioteche”, ha spiegato Brewster Kahle, l’ideatore di Internet Archive.
E proprio questo è il punto dolente di tutta la faccenda: al di là dell’accordo, è giusto che un colosso commerciale come Google diventi l’editore di riferimento della rete? Non sarebbe meglio puntare su istituzioni senza scopo di lucro come l’Internet Archive, appunto?
KAHLE SPIEGA IL PROGETTO DI INTERNET ARCHIVE





Ancora nessun commento.