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Il WiMax italiano ha le gambe lunghe

banda larga wimax

Scritto da Giulio Boresa

Mentre cresce la copertura in Italia- da oggi anche a Segrate- gli operatori WiMax italiani pensano in grande e c’è qualcuno che arriva persino in Iraq

Corre in avanti il WiMax made in Italy, dimostrando una tenacia e un’inventiva che alcuni suoi detrattori forse non gli creditavano. Mandarin, operatore che a vinto le licenze WiMax in Sicilia, a maggio lancerà in quella regione le prime offerte per l’utenza residenziale e nel contempo si occuperà di portare il WiMax anche in Iraq. Fa parte infatti di un consorzio di aziende, capeggiate da Temix, che hanno vinto il contratto per ricostruire le reti tlc irachene.

Mandarin farà appunto la parte WiMax, anche con un’idea innovativa: sarà una delle prime volte in cui il WiMax si sposerà con il satellite. Nelle zone che resteranno prive della dorsale in fibra, infatti, la banda verrà dal satellite, in Iraq, e sarà poi distribuita tramite WiMax all’utente finale. E’ un matrimonio ultra low cost, adatto appunto per accendere il motore della banda larga nei Paesi poveri. Usare un mix di satellite e WiMax, infatti, significa rinunciare del tuto a usare la rete fissa. Al solito, invece, anche le connessioni wireless (cellulari, per esempio) si appoggiano a una dorsale in fibra. E’ ovvio che il satellite ha una capacità molto inferiore alla fibra; ma in certe zone, dove si prevedono pochi utenti, può dare la banda larga che serve.

La copertura ovviamente procede anche in Italia. E’ notizia di oggi che il WiMax arriverà anche a Segrate (Milano), con l’operatore Wi+ (si appoggerà alla rete di Retelit). Le tariffe sono simili a quelle di un’Adsl; altri invece hanno scelto di avere prezzi più economici. In un modo o nell’altro, queste notizie dicono che è ancora presto per decretare la sconfitta di un modello di business legato al WiMax. La copertura procede, gli operatori trovano fonti di ricavo anche fuori dall’Italia (in Paesi in via di sviluppo) per far quadrare i conti. Certo il WiMax non farà tremare l’Adsl, ma potrebbe essere una valida alternativa, almeno in certe zone.

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