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Un premio giornalistico per i blogger
Dopo il Pulitzer, anche il nostro Premio Ischia di Giornalismo apre alle fonti online. Un riconoscimento che segna un piccolo cambiamento nelle relazioni, spesso conflittuali, tra informazione mainstream e dal basso
Un piccolo spartiacque nella storia digitale del nostro paese: per la prima volta un importante premio giornalistico apre una sezione dedicata ai blogger.
Un “riconoscimento” che fino a poco tempo fa sarebbe stato impensabile, considerati i sospetti e le reciproche diffidenze tra mondo professionale dell’informazione e quello “amatoriale” online. A rompere il ghiaccio ci ha pensato un’istituzione storica come il Premio Ischia Internazionale di Giornalismo, che in passato è stato assegnato a personalità di rilievo internazionale, come Timothy Gartnon Ash, Indro Montanelli, Candido Cannavò (qui l’Albo d’Oro).
Non a caso l’apertura ai blogger arrivo proprio nell’anno in cui il più famoso premio della categoria (il Pulitzer Prize) ha per la prima volta ammesso anche le fonti online per le nomination. Alla fine nessuna testata statunitense è riuscita a conquistare l’ambito trofeo, ma nei prossimi anni certamente non mancherà l’occasione. Rispetto al Pulitzer, il Premio Ischia ha preferito andare ancora oltre, aprendo una sezione dedicata esclusivamente ai blog. E così riconoscendo come, in mezzo a tanto rumore di fondo e chiacchiericcio inutile, ormai si possono trovare anche buone “notizie” nei vecchi diari personali.
Anche perché, sottolinea lo studioso Giuseppe Granieri, i blog “sono stati depurati da tutto ciò per cui li usavamo in assenza di alternative (contenuti relazionali, chat asincrone, manutenzione delle relazioni) e semplicemente assecondano la loro vocazione più forte: la pubblicazione di contenuti editorializzati“.
Un dato, questo, che emergeva anche dall’ultimo State of the Blogosphere di Technorati.
Le candidature del Premio Ischia possono essere votate online fino al 25 giugno 2009.
La mia preferenza è andata a Blackcat, di cui (vi abbiamo già parlato su MyTech). Anche perché il suo caso è stata un’ottima dimostrazione di come, grazie al supporto degli altri utenti, una notizia che difficilmente avrebbe trovato spazio (e visibilità) sulla stampa tradizionale, oggi può emergere.





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