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Google News, nuova versione e vecchi problemi
Nuovo lifting per il popolare servizio di aggregazione delle news. Migliora l’usabilità e l’organizzazione delle notizie, ma restano i vecchi problemi legata alla selezione automatizzata
Nessuna grande rivoluzione, ma una lenta e costante evoluzione. E’ questa la nuova strategia di Google in tempo di crisi che, se da una parte sforbicia i servizi poco redditizi, dall’altra non rischia più con il lancio di nuovi prodotti, ma prova a perfezionare quelli già esistenti.
E così in questi giorni, dopo le novità sul motore di ricerca, è arrivato anche un altro lifting per Google News, l’amato/odiato servizio di aggregazione delle news.
Le novità sono essenzialmente tre:
- Nuova interfaccia grafica decisamente più chiara e ordinata.
- Integrazione dei video di YouTube tra le fonti testuali: accanto agli articoli ora si trovano anche le notizie diffuse dai tg o dai canali all-news che ripubblicano i propri contenuti su YouTube. Il tutto per incoraggiare le media-company ad utilizzare il canale YouTube News. Ad ogni modo, i video possono essere visualizzati anche all’interno di Google News.
- Solo nella versione inglese (per ora), quando si clicca sulla voce “all news articles” al termine di un cluster si accede ad una sezione in cui i contenuti sono meglio organizzati: in alto le testate più importanti, a seguire i blog e le fonti locali; a destra invece compare un campo search per ricerche all’interno del cluster e una “news timeline” (niente a che vedere con l’altro orrendo progetto lanciato di recente) che permette di capire chi è stato il primo a dare la notizia e i picchi che ci sono stati.
Per quanto queste funzionalità contribuiscano a migliorare l’usabilità generale (soprattutto quando ci sono centinaia di fonti a disposizione su un cluster), Google News resta ancora poco attraente per un pubblico di massa. Quello che per Google rappresenta il punto di forza (una forte automazione sia nella selezione che nell’impaginazione) si conferma in realtà il principale punto debole: continua a sentirsi la mancanza di un editor umano in grado di dare una priorità alle notizie più importanti o di rilevare quelle più recenti. Nella versione italiana, Google News resta di una lentezza elefantiaca rispetto ai grandi siti di news generaliste. Per non parlare poi dei problemi nella formazione dei cluster: spesso gli algoritmi affiancano notizie molto diverse tra loro; il che non succede su servizi come TechMeme che fa ricorso sia agli algoritmi che a un editor umano per la selezione delle fonti.





1 Nico Guzzi
il 15/05/2009 alle 17:58
è vero che dal punto di vista grafico potrebbe migliorare ma sul fatto che non sia per un pubblico di massa lo escluderei visto che è ormai in posizione di monopolio se si esclude yahoo che compete decentemente solo negli Stati Uniti, evidentemente sono state azzeccate molte mosse di mercato e di sviluppo. Il problema che proprio questa posizione non permette stravolgimenti ma solo piccoli cambiamenti costanti. Resta il fatto che purtroppo nessuno ha avviato un progetto che possa scalfire il successo di Google, servono soldi, partnership e idee rivoluzionarie, un mix esplosivo e non semplice da avere