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La nuova Treccani: online e gratis
Accordo tra il ministro Brunetta e l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana per la distribuzione gratuita dei contenuti. Commenti entusiasti della blogosfera, ma non mancano alcune perplessità
La Treccani riparte dal web. Grazie all’accordo siglato tra il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione Renato Brunetta e Francesco Tatò, amministratore delegato dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, oltre 200 mila voci saranno rese disponibile sul Portale Nazionale del Cittadino, sul sito Innovascuola e sul portale scuola dell’Istituto.
La digitalizzazione dei contenuti rientra nel programma e-Gov 2012, sarà sostenuta (anche economicamente) dal ministero e comprenderà, tra le altre cose, il vocabolario Treccani, l’Enciclopedia Italiana di Scienze Lettere e Arti e il Treccani sinonimi e contrari.
Non solo. Sarà possibile produrre contributi originali partendo proprio dal database dell’Istituto, rilasciato secondo licenze Creative Commons: non è chiaro, però, se questo significherà poter modificare le stesse voci dell’enciclopedia.
La notizia, come prevedibile, ha fatto il giro della Rete, seguita da una serie di commenti entusiasti, tra cui quelli di Stefano Quintarelli e WeGeek (che addirittura parla di “alternativa a Wikipedia”).
Non mancano le perplessità. A partire dalla tempistica – che si immagina non proprio fulminea, data la mole di contenuti da digitalizzare – e soprattutto dalla dichiarazione di Brunetta a margine dell’annuncio. “Altro che Wikipedia, questa è un’altra cosa ed è un esempio di collaborazione per valorizzare il patrimonio esistente”, ha ricordato il ministro, sottolineando peraltro l’importanza della ‘convergenza’ tra carta e web. Frase che i wikipediani convinti difficilmente avranno digerito.
In effetti la nuova Treccani online e free sarà altro rispetto all’enciclopedia di Jimbo Wales, che si regge sulla produzione di contenuti da parte dei suoi utenti. E forse anche rispetto alla stessa Enciclopedia Britannica in versione 2.0, che lo scorso gennaio ha deciso di concedere a lettori e blogger la possibilità di suggerire (e perfino editare) le voci.
L’esperimento è però interessante da un altro punto di vista: il modello di business. I contenuti gratuiti saranno in grado di avere un qualche effetto positivo sulle vendite dei volumi cartacei?





1 Vittorio
il 25/05/2009 alle 13:25
Web *.0 ??
Dai chiamatelo semplicemente Nuovo Web e saremo in linea con il trend anche fra 10 anni..
A parte questo l'On. Cassinelli ed il Ministro Brunetta stanno oggettivamente lavorando davvero bene per l'innovazione che non puo' prescindere dal Nuovo Web.
Segnalo che NON e' vero che la politica censura il web, come ho letto su certi banner, i parlamentari piu' attenti al web sono ad esempio qui, oltre che in Parlamento..
Per favore basta con i luoghi comuni.., please.
[edit redazione]
Grazie MyTech!
2 Barbara Ripepi
il 25/05/2009 alle 13:43
@Vittorio, abbiamo rimosso il link nel commento: è già presente in firma
3 Piero Babudro
il 25/05/2009 alle 13:48
Grazie a te della segnalazione!
Diciamo che la politica, in questo momento, ha un po' di difficoltà ad approcciarsi al web. Da un lato ci sono idee molto interessanti come l'Intergruppo parlamentare, però dall'altro in quest'ultimo periodo sono state presentate anche iniziative che hanno generato non pochi malumori, in Rete e fuori.
Forse - come sottolinei tu - è esagerato parlare di 'censura', però una certa tentazione al controllo c'è.. o, almeno, qualcuno ci prova ;)
4 abbate giulio
il 25/05/2009 alle 18:17
sono interessato