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Google Wave: il lifestreaming secondo Big G
Presentata oggi, dopo due anni di progettazione, la piattaforma di Mountain View per la comunicazione e la collaborazione online. Google entra così nel lato più ‘social’ del web, con un tool a metà tra il social network e FriendFeed. Ma con qualche sorpresa in più
Le dinamiche di interazione online sono destinate a cambiare radicalmente. Soprattutto se, nei prossimi mesi, si affermerà il digital lifestreaming targato Mountain View.
L’annuncio è di oggi pomeriggio e viene da San Francisco: in concomitanza con I/O - la conferenza di Google dedicata agli sviluppatori - è stata presentata l’anteprima di Google Wave, progetto che porterà a una piattaforma unica per la comunicazione e la collaborazione via web.
Da due anni in fase di progettazione, Wave all’inizio sarà disponibile solo per pochi sviluppatori, cui spetterà il compito di fornire il proprio contributo alla tecnologia prima del lancio ufficiale.
Con Wave, più utenti saranno in grado di dialogare, scambiare foto, video, mappe, feed Rss, documenti e altri tipi di informazioni in tempo reale, all’interno di un ambiente virtuale condiviso (una wave, appunto).
I membri di ogni singola wave potranno apportare modifiche al flusso di informazioni, interagire con il gruppo e vedere – passo dopo passo – le modifiche apportate ai diversi documenti. Ma non basta. Ogni wave (o porzione di essa) potrà essere ripubblicata su un blog o su un sito web, con aggiornamenti continui e in “real time”.
Sbaglia però chi pensa di trovarsi di fronte a una riedizione di FriendFeed o della timeline di Facebook. A fare la differenza è proprio il concetto di “onda” di informazioni, il cui compito primario è mettere ordine tra diversi flussi di contenuti e che può essere condivisa anche (se non soprattutto) tra gruppi ristretti.
L’obiettivo – ci ha spiegato Lars Rasmussen, Software Engineering manager di Google – è permettere di comunicare e lavorare insieme, in un modo più ricco di possibilità, immediato e integrato. Un esempio? Un team di lavoro che decide di collaborare aprendo un’apposita wave e che può condividere al suo interno (quindi solo tra membri identificati) documenti, immagini, video, posta elettronica, slide, link, messaggi istantanei, servizi di microblogging e messaggistica istantanea.
Detto questo, basterebbe aggiungere la comunicazione via VoIP o video chat per quadrare il cerchio: e infatti, oggi pomeriggio, in conference call, i manager di Big G non hanno escluso questa possibilità. Come dire, è tutto nelle mani dei developer e della loro inventiva: vedremo quali soluzioni sapranno inventare.
Intanto Google sta testando altre idee, come la funzionalità playback (vedere come le conversazioni e i contenuti di una wave si sono sviluppati nel tempo, passo dopo passo) o l’integrazione con il resto del web. Ogni developer potrà costruire estensioni per Google Wave utilizzando le API aperte di Google, incorporare wave in altri siti o costruire applicazioni interoperabili. E’ già stato fatto il nome di Twitter.
Per gli sviluppatori: http://code.google.com/apis/wave/
Google Wave Developer Blog: http://googlewavedev.blogspot.com/
Il blog di Google: http://googleitalia.blogspot.com/





1 Raffaele
il 15/06/2009 alle 16:09
Ciao!
Io credo che google wave sarà davvero un ottimo strumento di comunicazione. Anche io sul mio blog mi stò occupando di questo nuovo strumento di Google (http://www.wavegoogle.it ).
Ciao e complimenti per il vostro blog!