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AT&T, Apple e il no a Google Voice su iPhone

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Scritto da Nicola D'Agostino

Apple chiude le porte dell’App Store ai programmi per Google Voice: il servizio Voip fa paura al partner di telefonia cellulare AT&T

Negli ultimi due giorni Apple ha rimosso dall’App Store tutti i software per usare Google Voice tramite iPhone ed ha negato l’approvazione anche al client ufficiale di Google.

Il primo programma escluso da Apple è stato GV Mobile, con la motivazione vaga di “duplicare funzioni già presenti sull’iPhone”. Per ironia della sorte GV Mobile aveva avuto problemi nell’approvazione ed aveva ricevuto l’ok direttamente da Phil Schiller, braccio destro di Jobs.
A ruota è seguita la rimozione di VoiceCentral, un altro software di terzi per accedere a Google Voice, dato che ha rafforzato i timori che ad essere sgradito non fossero i singoli applicativi ma proprio il servizio. La conferma definitiva è arrivata da Google stessa, che ha svelato che al suo software ufficiale è stata rifiutata la pubblicazione sull’App Store.

Ricordiamo che Google Voice, ex Grand Central, è un servizio Voip che consente agli utenti -pre ora solo quelli statunitensi- di accorpare più numeri di telefono, ridurre il costo di chiamate e sms ed offre numerosi servizi. Tutte funzioni sgradite a AT&T, individuata come mandante del no.

Insieme al tethering, il Voip è una delle questioni spinose dell’iPhone tant’è che Skype, ad esempio, è utilizzabile solo tramite connessione WiFi e non quella cellulare. Il risultato è che ai già numerosi rifiuti ed esclusioni da parte di Apple si aggiungono anche le briglie imposte dalle aziende di telecomunicazione, timorose di perdere la loro proficua morsa sui consumi dell’utenza.

Commenti   (Inserisci un commento)

che schifo... gli interessi di una compagnia telefonica non permettono di utilizzare un servizio ormai conosciuto, utilizzabile e consolidato, speriamo almeno che questo limite sia solo per la apple e non per gli altri produttori.
Credo che la soluzione a questi limiti sia Android.

E poi si dice "Ma se Apple controlla le applicazioni inviate al market, è meglio, è più sicuro".
Sì, più sicuro. "W il libero mercato" non sembra affatto essere il motto di Apple, che con azioni simili inizia a rinchiudersi a riccio. Certamente l'opinione degli acquirenti cambierà di conseguenza.
Tra l'altro mentre Apple sfida tutti gli altri, da sola, avendo un sistema operativo che non desidera in alcun modo condividere con altri produttori, ora sono in tanti i produttori che stanno passando ad Android (scelta più che logica, visto che mentre loro si occupano di sviluppare l'hardware, c'è poi chi sviluppa il software, e cioè l'Open Handset Alliance).
Chi la dura la vince?

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