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eMusic: vendiamo più album che singoli
Da sempre, eMusic vende più album digitali che singoli brani; ma ora la tendenza è in crescita: ecco perché
In un mercato musicale digitale che sembra un po’ “stanco” e in cerca di nuove formule (vedi i “45 giri digitali” di iTunes e una iniziativa similare per gli LP sempre da parte di Apple) fa notizia il fatto che eMusic venda molti più album completi che singoli.
Certo è l’eccezione: l’avvento di mp3 e dintorni ha fatto si che gli ascoltatori comprino solo il brano che piace, non interi album magari per un pezzo o due, come accadeva un tempo con i vecchi “45” in vinile.
Che significa? Un gran giro d’affari per nomi come Apple e Amazon, certo, ma comunque rammarico da parte delle label per la difficoltà nel “piazzare” i più corposi e redditizi prodotti formato album.
Ma il caso di eMusic ha radici lontane: da molti anni ormai il sito si concentra su una formula di subscription. Gli abbonati potevano un tempo scaricare in maniera illimitata. Oggi gli abbonamenti sono limitati a un tot di pezzi mensili. Ma comunque da sempre in eMusic c’è più visibilità per il lavoro completo (presentato con copertine e talvolta segnalazioni e recensioni) che per il singolo brano (che pure è acquistabile usando un credito del proprio abbonamento mensile). Inoltre, l’età media degli utenti è over 25: si vende molto jazz, molto rock anni ‘70. Elettronica difficile da piazzare altrove. E fino a poco tempo addietro, mancava interamente il materiale delle major (oggi c’é il catalogo Sony). Insomma gli utenti erano più particolari, diversi da quelli di altri servizi.
E - tariffa flat o no - per i motivi di cui sopra, questo tipo di utenti trovavano facile fare “clic” sul pulsante di download dell’intero album e così fanno, ormai da anni.
L’arrivo di Sony ha solo accentuato la tendenza: la major ha tutto l’interesse a spingere sul formato album e “casualmente” da giugno 2009 eMusic pubblica il prezzo in crediti di un album completo, sul pulsante di download. Ecco così che dal 69% le vendite di album sono balzate ora al 75%.
Tre quarti del fatturato, mentre Amazon, Apple & co. si ingegnano a inventare formati e offerte speciali nel tentativo di ricordare ai propri clienti che, dopotutto, sul mercato musicale c’é anche altro, oltre ai singoli…





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