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Partito Pirata al 2% in Germania: bene, ma non abbastanza

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Scritto da Nicola Battista

I “pirati” tedeschi non ripetono l’exploit dei cugini svedesi: ma raddoppiano i voti e accedono ai finanziamenti statali

Le elezioni tedesche del 2009 si sono concluse e dalle urne è uscita una nuova coalizione di centrodestra che va a rimpiazzare la “grande coalizione” della legislatura precedente e che vede ancora un successo di Angela Merkel. Ma se i commentatori di politica non hanno fatto altro che sottolineare questo elemento da un lato, e il crollo della Spd e il rafforzamento delle altre forze di sinistra dall’altro, c’è un particolare importante che ci riguarda: la presenza del Partito Pirata (Piratenpartei).

Anche questo gruppo, come l’analogo svedese che solo qualche mese addietro è riuscito ad esprimere il primo parlamentare europeo, è in crescita e fa parlare di sé. Il PP tedesco non ha posizioni identiche a quello svedese (che parrebbe ad esempio del tutto abolizionista in tema di brevetti) ma comunque si batte per una riforma di proprietà intellettuale e dintorni e per le tematiche legate alla libertà di espressione in Rete.

Alcuni dettagli: se il 2% ottenuto non basta ai “Piraten” per entrare in parlamento, dove lo sbarramento è al 5%, basta invece per accedere ai finanziamenti statali, il che è già un ottimo risultato. Alcuni sondaggi prevedevano lo sfondamento del 5% da parte del PP: ma si può parlare comunque di successo perché il 2% vuol dire 900.000 voti; e la percentuale è poco più del doppio di quella ottenuta in una precedente consultazione.

Il PP tedesco non sfonda, ma comunque raddoppia. Se non sarà in coalizione con una forza di governo, né si troverà tra i primi partiti, sarà comunque più che un mero elemento di disturbo: considerando che ad esempio nei due gruppi di sinistra Linke e Verdi esistono altri parlamentari “sensibili” alle tematiche seguite dal PP, ecco che il partito sarà anche qui, come nel Parlamento Europeo, fonte di suggerimenti per riflessioni su temi che interessano da vicino la società moderna e i giovani.

Giovani che peraltro hanno premiato il partito: pare che tra i neo-elettori addirittura ben il 13% abbia scelto i “Pirati“. Un po’ come in Svezia il PP era risultato il primo assoluto tra le giovani generazioni.

Forse è ancora presto per parlare di una forza presente in tutti i principali paesi d’Europa, ma di certo questo piccolo grande successo del PP tedesco, abbinato all’exploit svedese fa riflettere: grandi partiti, in testa i perdenti della Spd, potrebbero guardare con curiosità alle idee e ai temi del PP, magari proprio per recuperare smalto (e voti) nei confronti dei più giovani.

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