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Alluvione a Messina, il WiMax per le emergenze
Una tecnologia ibrida WiMax-satellitare ha collegato i luoghi del disastro, a Messina, con la Protezione Civile. Per video comunicazioni e servizi banda larga. Le future applicazioni del WiMax sono ancora da esplorare
Il WiMax ha un futuro in Italia anche come banda larga d’emergenza, perché può essere installato in poco tempo, laddove la rete tradizionale manca o è venuta meno, e per dare applicazioni ad hoc. Lo si è visto a Messina, per la prima volta. Qui l’operatore WiMax siciliano Mandarin ha aiutato la Protezione Civile a coordinare i soccorsi nei luoghi dell’alluvione.
Come? In 24 ore, nei giorni scorsi, ha messo un apparato ibrido WiMax-satellitare (di Temix) a Messina e a Giampillieri, creando così tra i due punti un collegamento ad hoc. Il canale satellitare è servito per il collegamento punto-punto, mentre l’accesso internet è arrivato su WiMax, per il quale è stata usata la rete di Mandarin (che offre anche servizi all’utente finale, su questa tecnologia, da alcune settimane).
Il collegamento serve alla Protezione Civile a coordinare i soccorsi a distanza (via videoconferenze) e a monitorare i luoghi dell’alluvione (via web cam). Altri servizi banda larga potrebbero arrivare in seguito, sfruttando il WiMax (per esempio videosorveglianza anti sciacallaggio e per consentire ai geologi, sul posto, di accedere a internet per i propri rilevamenti).
E’ vero che il WiMax ci sta mettendo più del previsto a diffondersi in Italia, complice la crisi economica, che ha rallentato gli investimenti in copertura. Sta però offrendo promettenti sviluppi. E’ di poco fa un’inchiesta Altroconsumo secondo cui il WiMax è nettamente più veloce della banda larga su rete mobile (Umts/Hspa).





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