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Grandi manovre per la banda larga in Italia

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Scritto da Giulio Boresa

Massimi sforzi da più fronti per gettare il cuore oltre l’ostacolo e far partire il piano Romani per dare la banda larga a tutti entro il 2012. Mentre l’Autorità garante delle comunicazioni s’impegna per il passo successivo: l’Ngn a 100 Mbps

E’ il momento di tenere il fiato sospeso: tanti soggetti ora sono impegnati al massimo per vincere la palude in cui si sono impantanati i piani banda larga italiani. A partire dal piano Romani da 1,47 miliardi, annunciato a giugno e ancora non avviato. Quello di cui tutti parlano come il piano per dare 2 Megabit a tutti entro il 2012; e che in realtà è molto più ambizioso: promette 20 Megabit al 95,6 per cento della popolazione (via Adsl) e i 2 Megabit al 3,9 per cento (via wireless).

Il piano non è partito perché mancano all’appello 800 milioni che dovrebbero venire dal Cipe (cioè dal governo). Adesso gli ultimi annunci dicono che i fondi Cipe dovrebbero sbloccarsi entro novembre; ma, probabilmente, solo una prima tranche (il resto nel 2010), comunque sufficiente a far partire il piano Romani. A supportarlo ora c’è anche il ministro Renato Brunetta (per la pubblica amministrazione e l’innovazione), perché il suo piano eGovernment 2012 ha bisogno di una rete efficiente per reggersi (servizi e infrastrutture si sotengono a vicenda).

Il vero punto di domanda è il futuro: la rete Ngn (Next generation network) per dare i 50-100 Mbps alla popolazione, con fibra ottica vicina o dentro le case. L’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) ha ribadito più volte (per bocca del presidente Corrado Calabrò) che l’Italia è in ritardo: non c’è un piano statale Ngn, a differenza di Paesi come Francia e Germania. Pochi giorni fa quindi è scesa in campo in prima persona, creando il Comitato Ngn Italia, per fare da catalizzatore a tutte le forze e i soggetti intenzionati a investire nella nuova rete (non solo operatori; si parla anche di Poste Italiane e della Cassa depositi e prestiti).

Commenti   (Inserisci un commento)

La vera domanda è:
Come verranno ripartiti questi soldi fra mafia, partiti, soliti noti e bonus ai dirigenti? Perché dubito che qualcosa arriverà veramente dove serve.

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