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L’Europa reprime il peer to peer
Mentre passa l’Hadopi 2 in Francia, le istituzioni europee preparano la strada a misure ancora più severe contro gli utenti peer to peer, nel nuovo pacchetto di regole Telecom
C’è una pessima aria in Europa, quanto a leggi contro il peer to peer: si prevede un crescendo di severità. Qualche giorno fa l’Hadopi 2 ha passato anche l’ultimo scoglio e quindi è legge, approvata anche dalla Corte costituzionale. Rispetto alla prima Hadopi, giudicata anti costituzionale, concede agli utenti di essere perseguiti e disconnessi da internet solo dalle autorità giudiziarie.
Ma è solo l’inizio, le istituzioni europee stanno preparando regole ben più severe. Dal pacchetto (in bozza) di nuove regole Telecom è sparito infatti l’emendamento 138, che introduceva alcune tutele per gli utenti internet. Si diceva che non potevano essere puniti senza avere un “equo processo”. Si stabiliva che l’accesso a internet è un diritto fondamentale dei cittadini. Ebbene, tra le molte polemiche di gruppi libertari come Scambio Etico, queste tutele non ci sono più nel nuovo testo. Invece di “equo processo” c’è il diritto a una “equa procedura”. Come nota Anna Masera, non è la stessa cosa: significa che anche un’autorità non giudiziaria può perseguire gli utenti per reati commessi sul web. Già, anche se queste regole sono state ideate per la tutela del copyright, in realtà si applicherebbero a tutti i reati.
Se il pacchetto verrà confermato (com’è probabile), entro fine anno, per diventare direttiva europea, nascerà quindi uno spartiacque tra i reati sul web e quelli offline. I primi potranno essere perseguiti direttamente (“in casi di urgenza”), mentre i secondi continueranno ancora a passare da processi e indagini giudiziarie. La direttiva quindi permetterebbe ai Paesi membri dell’Unione di fare leggi anche più severe dell’Hadopi 2; non solo contro il peer to peer, ma anche per esempio per i reati di opinione sul web. Una deriva anti democratica, in nome della tutela del copyright?





1 pk
il 01/11/2009 alle 02:14
I tizi di (cosiddetto) "scambio etico", e tizi come loro, propagano torrent (o cose emule) di film e di software, derubando gli autori. Certo non è giusto che per punire questi ladri si perseguano anche "reati di opinione"; questi signori che difendono la libertà di rubare con il peer-to-peer dovrebbero pensare a cosa hanno scatenato, perché la colpa di qualsiasi legislazione punitiva è prima di tutto loro.
Io spero che i legislatori badino a punire i disonesti e basta: altrimenti sarebbe uno scenario preoccupante, degno di Orwell.