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Telefonate pubblicitarie senza limiti fino a maggio
Passa anche alla Camera, dopo il Senato, la legge che permetterà fino a maggio telefonate pubblicitarie (telemarketing) anche senza il consenso dell’utente. Da giugno scatta la Robinson list, per l’opt out
Il 19 giugno diventa legge, dopo il sì di Senato e Camera, il via libera alle telefonate pubblicitarie anche senza il consenso dell’utente. Fino a maggio, potremo quindi ricevere chiamate di telemarketing da qualsiasi azienda, senza poterle evitare. Solo, alla prima telefonata ricevuta da una certa azienda, potremo esprimere la volontà di non voler più essere chiamati. Quell’azienda non potrà quindi telefonare più al nostro numero.
Tutto cambia a giugno: la legge stabilisce la nascita della prima “Robinson list” italiana, che in sostanza è una lista di opt out, già in vigore in vari Paesi (Francia, Regno Unito). Qualsiasi utente vi si potrà iscrivere, via mail o telefonata, gratis. Diventerà vietato fare chiamate pubblicitarie a numeri presenti nella lista.
Questa novità è frutto di un emendamento di Lucio Malan (Pdl) e vuole mettere ordine nel mondo del telemarketing, che finora in Italia si è sviluppato in modo disordinato. In teoria, infatti, le norme precedenti permettevano solo chiamate a utenti che vi avevano dato il consenso (principio di opt-in). In pratica, però, già da un anno le aziende avevano avuto dal governo il via libera a telefonare comunque agli utenti (il decreto mille proroghe, i cui effetti sarebbero scaduti il 31 dicembre e ora proseguiranno in virtù dell’emendamento Malan). L’opt-in quindi di fatto non si applicava. Le proroghe stavano attirando sull’Itlaia una procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea.
Le associazioni dei consumatori stavolta non hanno protestato molto per la nuova legge, con la sola eccezione di Aduc. La lista infatti almeno darà uno strumento di difesa agli utenti, che a causa delle proroghe sono stati invece per un anno alla mercè delle telefonate pubblicitarie. Le critiche all’emendamento, da parte di esponenti dell’opposizione (PD e Idv), non sono sulla nascita della lista, sulla quale c’è accordo bipartizan; bensì sull’ulteriore proroga al telemarketing libero, fino a maggio.





1 Daniele, Napoli
il 19/11/2009 alle 08:18
peccato questa lista "opt-out" non vi sia anche per i messaggi pubblicitari cartacei.
E peccato non si possa fare per lo spam tramite e-mail.