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MusicDNA, sarà l’Mp3 del futuro?

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Scritto da Nicola Battista

Presentazione al MIDEM di Cannes per MusicDNA: per i suoi creatori è il successore dell’Mp3

Alla Bach Technology sembrano disposti a metterci la mano sul fuoco: MusicDNA è l’Mp3 del futuro.

Bach - che ha sedi in Norvegia, Germania e Cina - ha presentato al MIDEM di Cannes il proprio formato musicale: una sorta di Mp3 esteso con l’aggiunta di dati-bonus quali biografia, testi di canzoni, copertine, link e via dicendo. Anche video, date dei concerti e perché no, vendita di biglietti, merchandising e altri servizi a pagamento.

Detta così, onestamente, non pare qualcosa di così clamorosamente innovativo. Eppure i toni della casa produttrice in occasione della conferenza stampa sono stati più che entusiasti: “A vent’anni dalla fase iniziale di sviluppo dell’Mp3, per l’audio digitale è nuovamente giunto il momento di evolversi. Come il vinile ha lasciato il posto al CD e il CD all’Mp3, è il momento che l’Mp3 passi il testimone a MusicDNA“.

Sarà. Alcune premesse ci sarebbero anche. Come dicevamo, MusicDNA non sembra questo gran progresso dal punto di vista tecnologico: tutte le informazioni di cui si parla sarebbero già disponibili altrove. Sarebbe solo la combinazione di un player e del particolare formato ad “aggregarle” tutte in un posto, in associazione al file.

Ma allo stesso tempo si presenta come una valida alternativa all’iTunes LP di Apple: in pratica, Apple consente di associare informazioni statiche a un file; MusicDNA invece “linka” un flusso dinamico di dati al brano. Dati che possono essere aggiornati, così da poter accedere al nuovo post Twitter o alle date del prossimo tour di un artista anche se state aprendo un file audio acquisito un anno addietro.

La pirateria verrebbe inoltre scoraggiata: il file sonoro è DRM-free, ma le copie pirata non dovrebbero poter accedere al suddetto flusso di dati. Tra i primi sostenitori del nuovo formato etichette discografiche importanti come Tommy Boy e Beggars Group, ma anche distributori digitali come lo scandinavo InProdicon.

Inoltre, tra gli investitori ed alleati della Bach si può contare Karlheinz Brandenburg, in forza a Fraunhofer nonché padre dell’Mp3 originale. Che definisce MusicDNA una sorta di “Mp3-Plus“. E se lo dice lui, chissà.

Quanto a chi scrive, comunque, qualche dubbio rimane. Per quanto autorevoli siano gli “sponsor” di un prodotto o servizio, è l’utente che alla fine decide se adottarlo; e nel mondo della musica online è successo ormai molte volte.

Dopotutto, ricordiamo lo strombazzato lancio di un formato Mp3 di qualità migliore e più compresso dell’originale, alla cui promozione contribuirono Thomson e Mp3.com: si chiamava Mp3PRO e nonostante l’autorevole fonte (Coding Technologies, poi acquisita da Dolby) finì per non incontrare mai il favore del grande pubblico.

Commenti   (Inserisci un commento)

Aggiungo inoltre che (a conferma di quanto detto nel finale del pezzo) nel 2009 Thomson ha lanciato Mp3HD. Un altro formato di cui non si è praticamente accorto nessuno... ;)

ahah qual'è la novità? sarebbe la versione "mp3" dell'iTunes LP solo che a differenza di ciò apple offre AAC che è migliore dell'mp3. Tuttavia credo che il futuro non sia lossy,ma lossless,Flac aspetta uno store degno di nota!

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