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Wikileaks torna online
Dopo la sospensione dello scorso dicembre, è stato raggiunto l’obiettivo minimo di fondi da raccogliere. Il sito di soffiate anonime è pronto a tornare a “combattere” per portare maggiore trasparenza nel dibattito pubblico
“Raggiunto l’obiettivo minimo della raccolta fondi (200mila/600mila dollari); torniamo a combattere per un altro anno, anche se dobbiamo mangiare riso per farlo”. Con questo tweet pubblicato ieri, Wikileaks ha annunciato il ritorno online, dopo la sospensione provvisoria del sito, dovuto a mancanza di fondi.
Il portale in stile Wikipedia (con cui - wiki a parte - ha poco a che vedere) si è fatto conoscere in questi anni per i tanti scoop pubblicati. Per lo più documenti riservati, che grazie all’anonimato garantito da Wikileaks sono venuti allo scoperto:
- le procedure poco ortodosse di detenzione a Guantanamo
- il rapporto Caio sullo stato della banda larga in Italia
- documenti top secret della Chiesa di Scientology
- le prove dei rifiuti tossici sversati a ridosso della Costa D’Avorio
- intercettazioni sullo scandalo del petrolio in Perù
- la blacklist dei siti proibiti dal governo australiano
- le mail controverse degli scienziati Onu sul surriscaldamento globale
- i 570mila messaggi inviati in larga parte da esponenti governativi statunitensi l‘11 Settembre 2001
E questi sono solo alcuni esempi delle tante soffiate (leaks) pubblicate da Wikileaks. Un sito che, come spiega questo speciale di Culture Show (Bbc), sta profondamente cambiando il giornalismo investigativo. Apportando maggiore trasparenza su temi delicati per il dibattito pubblico.





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