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Usa, finestra aperta sulla banda larga 2020

banda larga

Scritto da Giulio Boresa

L’Authority Tlc Usa ha presentato al Congresso il piano decennale banda larga nazionale ed è molto ambizioso. Accessi super veloci per tutti, economici, per dare una spinta ai settori strategici dell’economia e della società

E’ ormai svelato il piano più ambizioso per andare verso il futuro della banda larga: Fcc (Authority tlc Usa) l’ha appena presentato al Congresso degli Stati Uniti, che nei prossimi giorni dovrà approvarlo o respingerlo. Sono 376 pagine con obiettivi decennali, che disegnano quindi come sarà la banda larga nel 2020: velocissima (100 Mbps nelle case, 1 Gbps nelle istituzioni), economica (“affordable”), con una vasta platea di utenti, reclutati da piani di alfabetizzazione informatica.

Per la rete, Fcc chiede 9 miliardi di dollari (in aggiunta ai 7,2 già approvati per lo sviluppo della banda larga nelle aree rurali). Vuole dare così almeno 4 megabit al secondo nelle zone rurali, 100/50 Mbps  a 100 milioni di case, e almeno 1 Gigabit alle istituzioni (scuole, biblioteche, uffici pubblici).

All’alfabetizzazione penserà l’Universal Service Fund, forte di 8 miliardi l’anno, per portare internet e pc sul 90 per cento della popolazione americana, dall’attuale 65 per cento. Non sarà facile, perché solo parte degli attuali esclusi lo è per motivi economici o di scarsa scolarizzazione. Circa un quinto degli americani si è detto poco interessato a priori, a pc e internet.

Ma la sfida più grande, tra gli obiettivi del piano, è un’altra: mettere all’asta ben 500 MHz di frequenze televisive, a favore della banda larga mobile.

Un’ultima misura vuole invece accontentare tutti, perché progetta una grande rete per le emergenze e per la pubblica sicurezza dei cittadini.

Bisognerà vedere se il piano si realizzerà così com’è ora: al momento è molto rivoluzionario e pesta i piedi agli attuali equilibri. Ha già alcuni oppositori, come nota il New York Times. Le emittenti tivù già si stanno opponendo all’idea dell’asta, facendo lobby al Congresso. Certo è che le ambizioni di casa nostra sono ben altre: per ora ci sono fondi solo con l’orizzonte del 2010 e contro il digital divide.

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