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Sony Playstation, nuovo attacco ruba dati
Continua il periodo di passione per Sony e in generale per grosse piattaforme online. I disservizi di Amazon e Aruba si sommano alimentando la sfiducia generale nei fornitori
La rete di Sony ha subito un secondo attacco, in particolare alla divisione Sony Online Entertainment, dopo quello dei giorni scorsi, che aveva colpito Playstation Network. Risultato: i due servizi sono stati messi offline per un periodo e un totale di 100 milioni di utenti ora è nel panico, perché Sony dice che i loro dati possono essere finiti nelle mani dei cybercriminali (eccetto il codice di sicurezza della carta di credito). I numeri di carta di credito erano criptati, ma Sony non esclude che si riesca a leggerli. E comunque altri dati (nome, cognome, indirizzo) potrebbero essere usati per phishing (truffe online).
Nei giorni scorsi ha fatto scalpore anche il down di Amazon, che ha mandato offline siti come Reddit. Tutta per colpa di un errore di trasferimento traffico all’interno di un datacenter, come spiega Amazon nel dettaglio. Ma in Italia ha fatto più rumore il caso di Aruba, che ha colpito 1,5 milioni di siti italiani. La causa in questo caso è stato un principio di incendio che ha provocato la mancanza di corrente nell’intero unico datacenter del fornitore. Nessun dato è stato perso, a differenza della vicenda Amazon, ma per alcune ore i siti sono stati inutilizzabili.
In questi giorni molti commentatori hanno correlato i casi, parlando dei rischi del cloud computing (termine sotto il quale vanno ormai cose anche non nuovissime, come lo shared hosting di Aruba). In realtà le cause sono molto diverse. “Sony poteva avere difese più sicure, ma l’attacco forse sarebbe avvenuto lo stesso. E’ parte del rischio di avere un servizio online”, dice a MyTech Jonathan Penn, analista di Forrester Research. I disservizi ad Aruba e Amazon erano più facilmente evitabili, ma solo tramite un maggiore mirroring dei dati. Il che però aumenterebbe i costi, rendendo meno attraenti servizi la cui prerogativa è appunto di essere più economici di quelli tradizionali.
Comunque, si arriverà anche a quello: “stiamo per aprire un secondo datacenter. Se fosse stato già pronto al tempo dell”incendio, non ci sarebbe stato nessun danno ai siti”, dice Stefano Cecconi, amministratore delegato di Aruba. Un punto in comune i tre casi ce l’hanno, in fondo: indicano che bisogna pensare soluzioni di sicurezza più innovative. Nel caso di Sony, per esempio, “criptare tutti i dati, tenendo sui server comunque solo quelli strettamente necessari. Usare sostituti dei dati reali ogni volta che è possibile: per esempio con la tokenization delle credit card“, dice Penn.





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Play Station" concept to target a new generation of hardware and software. As part of this process the SNES cartridge port was dropped and the space between the names "Play Station" was removed becoming "PlayStation
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