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Sviluppo di internet e diritti degli utenti a rischio: parla Agcom

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Scritto da Giulio Boresa

Giornata intensa per gli allarmi sul futuro della rete e sulla libertà di internet. Alla relazione annuale Agcom è seguita una contro relazione da parte di associazioni varie. Entrambe puntano il dito sui treni che l’Italia sta perdendo

Lo sviluppo di internet è in stallo, in Italia: le reti sono paralizzate; gli utenti pensano solo a Facebook e poco più. E adesso rischiano anche di perdere diritti fondamentali, a causa di norme draconiane. E’ il sunto degli allarmi lanciati oggi da pulpiti autorevoli.

Per prima cosa, la relazione annuale dell’Agcom (Autorità garante delle comunicazioni). Nel fare il punto sulla situazione del mercato tlc, il presidente Corrado Calabrò ha denunciato i ritardi dell’Italia rispetto al resto d’Europa su più fronti e, in generale, una situazione di immobilismo. Gli utenti banda larga sono cresciuti, ma ancora non abbastanza (la media europea è lontana); la copertura Adsl si muove molto lentamente a causa del debole supporto statale. La rete Ngn (fibra ottica nelle case) è nel pieno impasse. Si attende l’offerta Telecom 100 Megabit e che la futura società pubblico-privata espanda la rete Ngn anche nelle zone meno interessanti per gli operatori. Telecom ha risposto che, per muoversi, aspetta regole più leggere sull’Ngn; quelle che Agcom e il governo vogliono non stanno bene all’ex monopolista, che vorrebbe maggiore libertà.

Le reti mobili invece aspettano di avere frequenze televisive, per svilupparsi, e se non le avranno saranno intasate, dice Calabrò. E così sarà bloccata la sola nota positiva, cioè il successo di internet mobile in Italia (il cui traffico è aumentato di 16 volte negli ultimi quattro anni).

Non è consolate- nota Agcom- che i social network siano molto diffusi in Italia. Sarebbe auspicabile che da noi fossero più utilizzati anche quei servizi che riflettano una vera penetrazione di internet nelle vite quotidiane, come l’e-commerce e l’e-government.

Completa la giornata degli allarmi la contro relazione annuale fatta da un gruppo di associazioni, che hanno presentato alla Camera dei Deputati un libro sul copyright. Denunciano i pericoli della futura delibera Agcom sul copyright. Proiettano una visione sconfortante sul futuro della rete, se non si interverrà a difesa dei diritti degli utenti: temono che in nome del copyright, Agcom possa bloccare siti e contenuti in modo arbitrario e che gli operatori limitino in modo più severo i servizi utilizzabili su banda larga (violando la neutralità della rete). 

La sensazione che se ne ricava? All’Italia non sono rimaste molte opportunità per rimettersi alla pari con il resto d’Europa, per sviluppo della domanda e dell’offerta internet. Ma al peggio non c’è limite e nuove norme potrebbero ridurre le potenzialità della rete, prima ancora che questa in Italia le abbia espresse appieno.

Commenti   (Inserisci un commento)

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