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Attacco a Sega, simile ma diverso da quello Sony
Anche i server da gioco Sega hanno subito un furto di 1,3 milioni di account, per mano di pirati informatici. Ma i sistemi di sicurezza si sono comportati meglio di quelli Sony
L’ondata di furti ciclopici di dati personali ha colpito anche Sega, i cui server per giocare online (network Sega Pass) hanno subito un furto ad opera (per ora di ignoti). Le vittime sono i 1,3 milioni di account e val la pena notare subito le differenze rispetto al recente attacco subito da Sony. Nonostante apparenti similitudini (con il trait d’union dei giochi online) che hanno spinto la stampa ad associare i due casi.
Le differenze non sono solo numeriche (il furto di Sony è di 100 volte più grande, circa), ma anche sostanziali, che gettano una luce su buone e cattive pratiche di gestione sicura dei dati degli utenti.
Per quanto comunque grave, infatti, l’attacco a Sega ha portato un bottino “solo” di nomi, cognomi, indirizzi e-mail e date di nascita in chiaro. Le password trafugate sono criptate. I dati delle carte di credito sono ospitate su server esterni. Sony invece ha comunicato che anche queste ultime erano state rubate (tanto che nei giorni successivi è partita anche una compra vendita illegale). Insomma, certo in un mondo ideale i pirati non riuscirebbero mai a superare le difese delle aziende che gestiscono i dati personali. Ma sappiamo che questi ormai sono un bottino irresistibile: dati di milioni di persone concentrati dietro un’unica porta blindata. Allora almeno che la crittografia o la tokenizzazione diventi obbligatoria. Non è un’utopia: le istituzioni europee stanno discutendo la possibilità di nuove norme che sanzionino severamente le aziende che proteggono male i dati dei propri utenti.





1 Dean Spasser
il 19/12/2011 alle 14:07
While watching the documentary the first thing to catch my attention was the way technology affects learning. The onscreen example, MIT, a college institution that houses what many believe to be some of the brightest students in the world, showed how technology has begun to affect the learning processes of students.