Icann, giro di vite sui domini di spammer e cybercriminali
La prossima settimana l’Icann staccherà i cavi a EstDomains, un registrar che sui propri domini ospitava spammer e criminali informatici. Che fine faranno quasi 300.000 domini?
Dura presa di posizione dell’Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, ovvero l’ente internazionale che sorveglia e regola tutto quanto concerne l’assegnazione dei domini in rete) contro i provider che chiudono un occhio - se non due, divenendo parte in causa - sulle attività di spammer e criminali informatici.
Il primo a cadere nella rete è stata McColo Corporation, da tempo uno dei più chiacchierati: l’azienda californiana si è vista letteralmente tagliare i fili da Icann grazie all’attività investigatoria di Security Fix. Che altro non che un blog: sì, ma del Washington Post. E che quindi è stato ascoltato a dovere, dopo avere raccolto per più di quattro mesi prove “incontrovertibili” sull’attività dell’azienda. Oltre ad essere un florido distributore di spam, McColo si dedicava - così pare - ad arrotondamenti basati su pornografia minorile: difficile sentirne la mancanza online.
Stessa sorte per EstDomains: il registrar con il vizietto di ospitare innumerevoli domini Internet collegati ad azioni di spamming e di phishing, sarà oscurato il prossimo 24 novembre. Se il fatto che EstDomains è il cinquantatreesimo registrar al mondo per dimensioni non impressiona, risulta ben più eloquente il numero dei domini registrati: 281.000, in buona parte orientati ad attività illegali. Nei cinque giorni prima del provvedimento preso dall’Icann, il 40% dei domini attivi registrati da EstDomains compariva nell’Uniform Resource Identifier Blacklist, il database utilizzato per identificare gli spammer passibili di blocco.
EstDomains, quindi, sarà cancellata da Internet: e non è certo la prima. L’azione di Icann si è rafforzata negli ultimi mesi, e la stessa sorte del registrar californiano è già toccata ad Atrivo/Intercage. Della quale, peraltro, EstDomains era uno dei maggiori clienti. La sorte dei domini registrati non è ancora stata decisa: saranno chiusi o riassegnati ad un altro provider? Quello che è certo è che lo spam, almeno nell’immediato, calerà. “Ma non durerà a lungo - sottolinea un blog di Symantec - e se è vero che questa battaglia è vinta, la guerra contro lo spam non è finita”.





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