Apple distribuisce Safari per Windows attraverso iTunes. Ed è subito polemica
Da alcuni giorni Apple offre il proprio browser Web Safari 3.1 agli utenti Windows attraverso lo stesso agente per l’aggiornamento automatico in uso per iTunes e QuickTime: in altri termini, con il lancio di Safari 3.1 (una sostanziosa revisione del precedente 3.0, che prevede la correzione di vari bug funzionali e relativi alla sicurezza), Apple punta senza mezzi termini al mercato Windows.
“Safari per Windows è il browser Web per Pc più veloce e semplice da utilizzare - promette l’azienda nella pagina Web dedicata all’applicazione - Visualizza le pagine Web più velocemente di ogni altro browser ed è pieno di funzioni innovative: il tutto nell’ambito di un’interfaccia utente efficace ed elegante”. Più che una descrizione autoreferenziale, è una vera e propria dichiarazione di intenti. O, meglio ancora, di guerra a Explorer: il browser Web di casa Microsoft, stando a un report di Net Applications, a febbraio ha ottenuto il 74,9% di quota mercato, seguito da Firefox con il 17,3%, Safari con il 5,7% e Opera con lo 0,7%.
Logico, quindi, sfruttare iTunes come mezzo di distribuzione nei confronti di Safari per Windows: iTunes ha punte di un milione di download al giorno, e una base installata di circa 500 milioni in ambiente Windows. Apple offre in maniera molto aggressiva l’installazione di Safari 3.1 agli utenti iTunes e QuickTime, attraverso un pop-up di Apple Software Update.
Logico sì, ma quanto etico? Per il CEO di Mozilla, John Lily (e non solo, a dire il vero) ben poco. “Quello che Apple sta facendo con Apple Software Update per Windows è sbagliato”, si legge infatti nel suo blog. “E’ vero che gli aggiornamenti automatici sono un buon modo per dare agli utenti versioni sicure del software utilizzato: è una pratica che Mozilla adotta con Firefox. Quello che è diverso in ciò che fa Apple è che aggiunge un prodotto non richiesto dall’utente al sistema di aggiornamento automatico. Il che significa che gli utenti possono facilmente installare il software senza volerlo”. Un po’, secondo Lily, “al limite con i sistemi di distribuzione dei malware […] Si tratta di una pratica non corretta, che dovrebbe terminare“.
Molto diplomatica, sull’altro fronte, è stata la risposta di Apple: “Usiamo Software Updare per rendere semplice l’installazione in ambito Mac e Windows gli ultimi aggiornamenti di Safari”. Non fa una grinza, ma di fatto non viene commentato l’aspetto che ha fatto infuriare Mozilla. All’inizio di febbraio, RealPlayer era finito nell’occhio del ciclone perché installava in maniera un po’ troppo disinvolta software sui Pc degli utenti sfruttando funzioni di aggiornamento automatico: il caso Apple, pur se non identico, sembra molto simile; fermo restando che - in passato - c’è chi ha infilato il browser Web direttamente nel sistema operativo, senza tanti complimenti. E su questo ha costruito molte delle proprie fortune in ambito Web.





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